Coronavirus: Di Maio; non sarà come 2008, Italia non è outlet (Sole)


“Lo Stato farà di tutto per assicurare che gli asset strategici nazionali siano protetti. L’Italia non diventerà l’outlet di altre nazioni come nel 2008”. Lo ha detto al Sole 24 ore il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, sottolineando come “è evidente che serve un ruolo forte dello Stato per la fase di ripartenza. Il sistema italiano, la produzione, le quote di mercato devono essere tutelate il più possibile. Non hanno importanza i nomi, ma lo scopo finale: ripartire il più velocemente possibile”.

Il ministro si è poi detto soddisfatto per il dl liquidità e per il sostegno alle esportazioni incassato dopo un lungo match con il titolare dell’Economia, Roberto Gualtieri che però “non è stato un braccio di ferro, ma solo un confronto orientato a garantire la massima efficacia al modello di intervento”.

Parlando degli incentivi previsti dal decreto, a giovarsi “di questo nuovo meccanismo saranno soprattutto le imprese, che bisogna mettere al riparo, continuando a garantire loro competitività nei mercati. Significa proteggere il futuro e il lavoro”.

Alla domanda se il sistema riuscirà a tenere nonostante il lockdown, il ministro ha risposto che “adesso fare previsioni su tenuta e andamento dei mercati è un esercizio fuorviante, ma il nostro sistema terrà se tutti faremo la nostra parte. Le aziende italiane hanno le potenzialità per recuperare ed è nostro compito fare di più e meglio per adeguare il sistema di supporto all’export alle nuove esigenze. Oggi è partita da parte nostra la convocazione di 12 tavoli verticali che si svolgeranno dal 14 al 21 aprile in sei giornate. Per ogni settore dell’industria, dall’innovazione alle banche, passando per l’abbigliamento, l’agroalimentare, la salute, le start up, l’agriturismo, la cultura e molto altro abbiamo invitato le principali confederazioni di riferimento e le associazioni”.

“L’obiettivo -ha proseguito- è raccogliere proposte per ripresa e rilancio dell’export. Il patto che ho in mente si basa su un insieme di misure importanti già varate, che potremo rafforzare in sede di conversione del dl Cura Italia. Ad esempio una rilevante offerta di finanza agevolata per l’export, la comunicazione strategica, con una incisiva campagna di nation branding, una strategia di e-commerce più vasta e aggressiva,un ampliamento del perimetro territoriale e un incremento degli accordi con la Gdo internazionale, un significativo sforzo nella digitalizzazione. E abbiamo inserito tutte le deroghe che servono affinché questi soldi non si debbano spendere seguendo i tempi della burocrazia”.

Quanto alla cabina di regia sulla ricostruzione chiesta dal Pd, “sarà il comitato scientifico a dirci quali passi andranno compiuti -ha precisato- Quello che mi sento di dire è che bisogna essere cauti, perché se sbagliamo i tempi della fase due torniamo in lockdown e ricominciamo daccapo. È difficile per tutti, ma bisogna rispettare le regole per uscire prima dall’emergenza. La ricostruzione è già cominciata, l’importante sarà mantenere lo spirito propositivo che il Governo sta mostrando. Unità e compattezza sono le parole chiave”.

Sulle possibili decisioni dell’Eurogruppo, “a noi interessa trovare il miglior accordo possibile per gli italiani, che significa estenderlo anche agli europei e al futuro dell’Ue. Nei giorni scorsi le principali aziende automobilistiche della Germania hanno fatto un appello al Governo tedesco dicendo chiaramente che senza i pezzi di componentistica delle fabbriche italiane per loro sarà quasi impossibile produrre auto tedesche. Questo è uno dei tanti esempi che dimostra come l’Ue non possa far a meno dell’Italia”.

vs

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