Coronavirus, dipendenti Amazon in sciopero: “sicurezza a rischio”


Mercato azionario

Di Mauro Speranza

Investing.com – I lavoratori dello stabilimento Amazon (NASDAQ:AMZN) di Passo Corense (Rieti) hanno proclamato lo sciopero per supposta mancanza del rispetto delle norme sulla sicurezza, unendosi così alla decisione di astenersi dal lavoro dei loro colleghi di Piacenza.

“È inaccettabile che un gigante dell’economia globale come Amazon (NASDAQ:AMZN), che fattura miliardi ogni anno, non rispetti le disposizioni del Governo in materia di contenimento del Covid-19”, spiegano i rappresentanti dei lavoratori aderenti ai sindacati Filt e Nidil.

“Dopo la proclamazione dello stato di agitazione”, dichiarano in una nota Massimo Pedretti, per la Filt Cgil Roma Lazio, e il Segretario Generale di Nidil Rieti Roma EVA, Mihai Popescu, “abbiamo avuto delle rassicurazioni da parte dell’azienda sull’attuazione delle disposizioni del DPCM del 9 marzo 2020, eppure continuiamo a ricevere segnalazioni in merito all’impossibilità di rispettare la distanza di sicurezza di un metro negli spazi comuni e anche durante l’ordinaria attività lavorativa nel reparto AFE, anche causa del forte rumore presente nello stabilimento che non consente le comunicazioni a distanza tra i lavoratori”.

Da Amazon (NASDAQ:AMZN), però, si difendono, affermando che il benessere dei dipendenti, dei fornitori e dei clienti “è al primo posto”. “Stiamo seguendo rigorosamente le indicazioni fornite dal Governo e dalle autorità sanitarie locali nell’implementare in tutti i siti le giuste misure per contenere l’emergenza sanitaria in corso”, aggiungono dal gigante dell’ecommerce.

Tra le misure implementate dall’azienda, spiegano ancora da Amazon (NASDAQ:AMZN), ci sono la “maggiore frequenza delle sanificazioni e delle pulizie in tutti i siti; comunicazione ai nostri dipendenti e ai dipendenti dei nostri fornitori delle misure indicate dal Ministero della Sanità per prevenire la diffusione del contagio, da quelle igienico sanitarie a come comportarsi nel caso non si sentissero bene; specifiche precauzioni per preservare la distanza di 1 metro tra cui: sospensione dei meeting a inizio e durante il turno laddove non è possibile mantenere la distanza interpersonale raccomandata; redistribuzione delle sedie in mensa e nelle aree comuni in modo che si possano mantenere le distanze raccomandate; sospensione e/o adeguamento delle attività che non rispettano le linee guida sulle distanze raccomandate; revisione e regolamentazione di accesso/uscita del personale ai siti, agli spogliatoi, nei pressi delle timbratrici, dei tornelli e della reception”.

Lo sciopero di Piacenza

Anche a Castel San Giovanni (Piacenza) i dipendenti Amazon (NASDAQ:AMZN) avevano dato il via allo sciopero con i sindacati che proclamavano lo stato di agitazione e lo sciopero immediato, dal turno notturno iniziato alle 20 dopo aver riscontrato “la mancata integrale applicazione da parte di Amazon” del Protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro.

“Abbiamo tentato tutto il possibile, con senso di responsabilità ed evitando in tutti i modi che si aprisse il conflitto in questo momento – commenta Pino De Rosa di Ugl Terziario – É veramente impossibile far capire a questa multinazionale cosa voglia dire dignità e partecipazione dei lavoratori. Neanche quando in gioco c’è la salute”.

Amazon negli Stati Uniti

Nel frattempo, la multinazionale di Jeff Bezos, si trova ad affrontare un aumento degli ordini online a causa dei blocchi ai trasferimenti decisi da diversi paesi a causa del coronavirus. Pertanto, Amazon (NASDAQ:AMZN) necessita di implementare l’attività per poter smaltire tutte le rischieste.

A tal fine, Amazon (NASDAQ:AMZN) ha annunciato due mosse per affrontare l’emergenza. Da un lato è prevista l’assunzione di 100 mila persone e un aumento di 2 dollari l’ora ai dipendenti degli stabilimenti americani.

L’azienda, spiega che tra i prodotti più richiesti ci sono farmaci, mascherine, tute, igienizzanti e oggetti indispensabili a chi non può uscire di casa.

La multinazionale spiega che con il diffondersi dell’epidemia vogliono aiutare le comunità nel mondo a ricevere i prodotti direttamente sulla soglia di casa e nel minor tempo possibile, anche in questo periodo di emergenza, evitando che si accumulino nei magazzini.