Coronavirus: N.Zelanda dichiara vittoria e allenta lockdown


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Martedì 28 Aprile 2020

La Nuova Zelanda ha affermato di aver eliminato il coronavirus dal suo territorio. Si tratta del culmine di un rigido esperimento sociale che è in contrasto con gli sforzi meno restrittivi dei Paesi occidentali per contenere l’agente patogeno senza però sradicarlo.

Un solo nuovo caso è stato confermato oggi, l’ultimo giorno di un lockdown durato circa un mese che il primo ministro, Jacinda Ardern, ha descritto come il vincolo più rigido imposto ai neozelandesi nella storia moderna. Ai 4,8 milioni di cittadini del Paese è stato infatti ordinato di rimanere a casa il 23 marzo e di non avere rapporti sociali con nessuno al di fuori della “bolla” familiare per almeno quattro settimane. Si poteva uscire solo da soli e in caso di necessità. Nei negozi di alimentari, i clienti si sono messi in fila a 2 metri di distanza l’uno dall’altro, evitando persino il contatto visivo.

“Non vi è alcuna diffusa trasmissione comunitaria non rilevata in Nuova Zelanda”, ha detto Ardern oggi, annunciando che “abbiamo vinto quella battaglia”.

I Governi di tutto il mondo stanno bilanciando l’allentamento del lockdown con i rischi di alimentare nuovi focolai di coronavirus e le difficoltà economiche. Un documento pubblicato sulla rivista Science il 14 aprile afferma che i blocchi una tantum, probabilmente non saranno sufficienti e le misure di distanziamento sociale potrebbero dover essere attuate in modo intermittente fino al 2022.

L’isolamento della Nuova Zelanda, una piccola economia insulare lontana da qualsiasi luogo, ha contribuito a evitare il tipo di focolai visti altrove ma la rende anche vulnerabile a futuri focolai, se allenterà le attuali restrizioni sui viaggi.

Ardern ha affermato che i neozelandesi devono rimanere vigili e che la vita non tornerà presto alla normalità, lasciando la porta aperta alla possibilità di rendere più rigide le restrizioni ancora una volta se i tassi di infezione aumenteranno nuovamente. Sono stati confermati 1.122 casi in Nuova Zelanda, con 19 decessi, molti dei quali anziani con malattie pregresse.

Con l’allentamento delle restrizioni attuali, le scuole e i centri di assistenza all’infanzia possono riaprire, sebbene i bambini dovrebbero studiare da casa, se possibile. Anche altre aziende potranno riaprire purché non interagiscano fisicamente con i clienti.

“Se non avremo un terribile rimbalzo nei prossimi mesi, saremo stati praticamente il primo Paese a sconfiggere il virus, con i costi umani diretti più bassi”, ha dichiarato Peter Gluckman, che fino a poso tempo fa era il Chief Scientist della Nuova Zelanda.

Il Paese aveva avuto meno di 100 casi e nessun decesso quando ha iniziato il lockdown, sperando che reagendo rapidamente avrebbe potuto evitare una rapida diffusione del virus all’interno della comunità. Ardern ha affermato che la modellistica ha dimostrato che la Nuova Zelanda avrebbe potuto avere fino a 1.000 casi al giorno se il virus fosse stato libero di diffondersi senza controllo.

cos

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