Covid-19, rischi stabilità finanziaria Italia in significativo aumento – Bankitalia


Mercato azionario

ROMA (Reuters) – Anche in Italia, come nel resto del mondo, i rischi per la stabilità finanziaria sono in significativo aumento per la pandemia da Covid-19.

Lo scrive la Banca d’Italia nell’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria che evidenzia comunque alcuni fattori di resilienza del Paese e il positivo contenimento di alcuni effetti negativi grazie alle misure prese dal governo e dalle autorità europee.

La crisi ha colpito il sistema produttivo quando era già in corso un rallentamento dell’attività economica. Le imprese tuttavia affrontano l’attuale congiuntura con una struttura finanziaria più equilibrata rispetto alla vigilia della doppia recessione 2008-2013

Le banche, la cui solidità patrimoniale permette di fronteggiare lo shock da posizioni migliori rispetto alla crisi del 2008, hanno già visto nel primo trimestre in media un calo del CET1 ratio di 10 punti percentuali per effetto del calo di valore dei titoli di Stato.

Si tratta di Btp e altri titoli pubblici che avevano venduto al netto per 28 miliardi e che con le recenti tensioni sono tornate a comprare. Di contro, dice sempre Bankitalia nel rapporto, nel mese di marzo le tensioni finanziarie hanno visto anche un ingente flusso di vendita di mani estere per i titoli dello Stato italiano.

L’impatto delle difficoltà di imprese e famiglie sui bilanci delle banche potrebbe tradursi in un peggioramento delle posizioni UTP (inadempienze probabili) e se le coperture si allineeranno a quelle dei crediti già in sofferenza, per le banche saranno necessari altri 15 miliardi di rettifiche.

A fine 2019 le banche italiane avevano 147 miliardi di crediti deteriorati al lordo delle rettifiche, pari al 6,7% del totale dei prestiti e dopo aver ceduto crediti problematici nel corso dell’anno per 31 miliardi.

Per le famiglie italiane, il cui basso livello di indebitamento è un fattore di protezione, la ricchezza finanziaria è scesa nel primo trimestre di 140 miliardi, pari al 3,2 per cento del suo valore alla fine del 2019.

“Il portafoglio finanziario delle famiglie è allocato per circa la metà in strumenti (obbligazioni pubbliche e private, azioni, quote di fondi comuni, fondi pensione e prodotti assicurativi) il cui valore è esposto alle tensioni sui mercati”, dice Bankitalia.

Le misure prese dal governo, moratorie, garanzie pubbliche ai finanziamenti e interventi a sostegno dei redditi delle famiglie, finché saranno in vigore, avranno l’effetto di contenere, anche in modo significativo, le insolvenze delle imprese e delle famiglie.

Il prezzo è un aumento inevitabile del già alto rapporto tra il debito pubblico e il Pil.

La sostenibilità delle finanze pubbliche a medio-lungo termine, dice Bankitalia, non dovrebbe essere messa a rischio, considerando la natura temporanea dello shock e un graduale progressivo rientro delle misure di bilancio espansive adottate nell’emergenza.