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Covid: A.Saudita sceglie la linea dura, vaccino diventa obbligatorio

L’Arabia Saudita è pronta a imporre uno degli obblighi di vaccinazione più ampi al mondo nel tentativo di combattere l’esitazione verso i vaccini contro il Covid-19 nel Regno, mentre i Governi di tutto il mondo cercano di affrontare una nuova ondata di casi dovuti alla variante Delta.

Le persone in Arabia Saudita dovranno dimostrare su un’app mobile di aver ricevuto almeno una dose del vaccino per entrare nelle istituzioni pubbliche e private a partire da domenica, compresi scuole, negozi, centri commerciali, mercati, ristoranti, bar, sale da concerto e trasporti pubblici. Dal 9 agosto i cittadini sauditi avranno bisogno di due dosi per poter viaggiare all’estero.

La direttiva saudita arriva mentre alcuni funzionari della salute pubblica negli Stati Uniti e in molti altri Paesi stanno cercando di imporre l’obbligo di vaccinazione mentre i casi di Covid-19 aumentano significativamente, guidati dalla variante Delta. La California e New York City questa settimana sono diventate il primo Stato e la prima grande città a introdurre l’obbligo del vaccino per i dipendenti pubblici. Anche Francia, Italia e altri Paesi europei hanno affermato che presto lanceranno pass sanitari per coloro che sono vaccinati per poter entrare in alcuni luoghi al chiuso come ristoranti e palestre.

Negli Emirati Arabi Uniti, il mese prossimo l’accesso alla maggior parte dei luoghi pubblici della capitale Abu Dhabi sarà limitato alle persone vaccinate, dopo che le autorità hanno affermato che il 93% della popolazione è stato vaccinato. Le restrizioni a Dubai non sono così estese, sebbene bar e ristoranti richiedano già la prova della vaccinazione. Israele, che è diventato il leader mondiale nelle vaccinazioni all’inizio della pandemia, a febbraio ha introdotto un passaporto per documentare lo stato vaccinale delle persone per accedere ad alcune attività.

I funzionari della salute pubblica del Regno Unito hanno dichiarato il mese scorso di essere sempre più fiduciosi che i vaccini offrano una protezione significativa contro la variante Delta. I dati provenienti da Israele suggeriscono che il vaccino di Pfizer è ora meno efficace nel prevenire l’infezione ma rimane un robusto baluardo contro malattie gravi.

Gli obblighi vaccinali nelle Nazioni occidentali hanno affrontato critiche da parte dei sindacati, sfide in tribunale e proteste pubbliche da parte di oppositori che li considerano come un limite alle libertà personali. I politici e i funzionari della salute pubblica sostengono che la vaccinazione equivalga a una maggiore libertà individuale, piuttosto che a una minore.

In Arabia Saudita, uno Stato autoritario strettamente controllato di circa 30 milioni di persone, l’opposizione è stata attutita. I sostenitori dei vaccini affermano di essere allarmati dagli effetti collaterali riportati da alcuni sieri e di voler aspettare i risultati di ulteriori studi medici.

Il Governo saudita ha iniziato la sua campagna di vaccinazione a dicembre. Dopo un ritardo nelle spedizioni, ha messo in pausa le seconde dosi per offrire le prime a un numero più ampio di popolazione. Oltre il 50% della popolazione ha ricevuto almeno una dose, per lo più prodotta da Pfizer/BioNTech o AstraZeneca.

Il portavoce del ministero della Salute, Mohammed Al-Abdelali, esprimendo preoccupazione questa settimana per la variante Delta, ha incoraggiato i sauditi a farsi somministrare la seconda dose per proteggersi.

Il coronavirus ha infettato oltre 520.000 persone nel Regno e ne ha uccise più di 8.000. I funzionari non hanno detto quanti casi siano stati attribuiti alla variante Delta.

L’obbligo vaccinale saudita, annunciato a maggio, sembra aver aumentato i tassi di vaccinazione giornalieri a circa mezzo milione di dosi. Il Governo prevede che il 70% della popolazione sarà completamente vaccinato entro ottobre, rispetto a meno del 20% attuale.

L’Arabia Saudita è molto indietro rispetto a molti dei suoi vicini del Golfo Persico in termini di vaccinazione. Gli Emirati Arabi Uniti, il Paese più vaccinato al mondo è al 70%, e il Bahrain al 64%. Inizialmente i due Paesi si sono affidati al vaccino Sinopharm di fabbricazione cinese ma i medici dicono che in alcuni casi il siero non ha generato abbastanza anticorpi e le autorità sanitarie hanno iniziato a somministrare dosi di richiamo.

cos

(END) Dow Jones Newswires

July 28, 2021 04:15 ET (08:15 GMT)

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