Cucchi, la catena di falsi nell’Arma e i «non ricordo» dell’ex comandante di Roma

L’autopsia su Stefano Cucchi non era ancora terminata, ma al Comando generale dei carabinieri era giunta una nota con i dati parziali. Un particolare emerso nel corso dell’udienza di oggi, in cui è stato ascoltato il generale Vittorio Tomasone, ex comandante provinciale dell’Arma di Roma. Il pm Giovanni Musarò ha fatto emergere che il 23 novembre 2009 fu disposta l’autopsia, il successivo 6 dicembre il medico incaricato auspicava la nomina di altri specialisti, «ma il primo novembre il generale Tomasone, in un atto indirizzato al Comando generale, scrive dei risultati ”parziali” dell’autopsia che ancora non era stata fatta».

Il generale: «Non ho memoria»
Il particolare è di non secondaria importanza, in quanto potrebbe celare la presunta macchinazione ai più alti vertici dei carabinieri per insabbiare il “caso Cucchi”, l’allora 31enne arrestato per spaccio di droga e morto dopo le violente percosse subite – stando alle indagini – da un manipolo di carabinieri. Tomasone ha detto che «sul modo con il quale è stata assunta l’informazione» relativa ai primi risultati dell’esame autoptico, «non ricordo. Non ho memoria». Il generale ha aggiunto che «chiesi a tutti coloro che avevano avuto a che fare con la vicenda Cucchi di fare relazioni e di venire al comando da me per dire quello che avevano fatto, dal momento dell’arresto e fino alla consegna alla polizia penitenziaria: il motivo della riunione era anche quello di cogliere dal loro viso la reazione a quanto avevano scritto». Da quella riunione emerse che «le condizioni fisiche generali di Cucchi non erano ottimali».

Leggi anche altri articoli di Economia o leggi originale


Questo contenuto è stato importato con un sistema automatizzato, senza intervento umano. È possibile segnalare la rimozione dei contenuti, leggendo prima le nostre Note Legali Disclaimer