Da Bardonecchia all’Aquarius: quando è l’Italia a convocare l’ambasciatore francese

La convocazione da parte della ministra francese agli Affari europei Nathalie Loiseau dell’ambasciatrice italiana a Parigi, Teresa Castaldo, a seguito delle considerazioni espresse dal vicepremier pentastellato Luigi Di Maio sulla Francia “colonialista” e sul franco Cfa, è, dal punto di vista diplomatico, un atto che ha il suo peso. Una misura che si inserisce nell’ambito di un rapporto, quello tra il governo giallo verde e la Francia di Macron, che fin dall’inizio non è stato facile.

L’irruzione dei doganieri francesi nella stazione di Bardonecchia
Tanto che lo stesso ministro degli Affari esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, è costretto a intervenire in più di un’occasione. A marzo 2018 un gruppo di doganieri francesi fa irruzione in una sala della stazione di Bardonecchia, assegnata alla Ong Rainbow4Africa, per effettuare il test delle urine a un immigrato regolare fermato sul treno Parigi-Milano e sospettato di traffico di stupefacenti. A Torino la Procura apre un’inchiesta ma Parigi difende l’operato dei suoi doganieri, sottolineando che possono intervenire in territorio italiano in base a un accordo sugli uffici di confine del 1990. Moavero convoca alla Farnesina l’ambasciatore francese in Italia e chiede spiegazioni sul comportamento francese.

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