Da +Europa a Leu, ecco i partiti che rischiano di non entrare a Strasburgo

Il mancato accordo tra Pd e +Europa di Emma Bonino è soltanto uno dei tentati avvicinamenti a cui assisteremo da qui al 7-8 aprile, quando andranno presentati i contrassegni in vista delle elezioni Europee del 26 maggio. La legge elettorale per queste consultazioni prevede infatti uno sbarramento del 4%, più altro quindi del 3% che vale per il parlamento italiano. Ad oggi, sondaggi alla mano, solo 4 partiti avrebbero la certezza di eleggere eurodeputati: Lega, M5S, Pd e Fi. Appena sopra l’orlo della soglia FdI.

Ecco i partiti che rischiano di restare fuori
Rischiano di restare fuori da Strasburgo, +Europa (alleata con Centro democratico), Leu, Noi con l’Italia (i centristi del centrodestra), l’Udc, Civica popolare (i centristi del centrosinistra), il Psi, i Verdi e Possibile (il movimento di Pippo Civati). Nonché Rifondazione comunista, che ha tutt’ora un eurodeputato ma nessun parlamentare nazionale. Per tutti questi partiti la strategia è obbligata: o trovare ospitalità con i propri candidati sotto il simbolo di un partito più grande, oppure tentare aggregazioni con partiti della stessa area politica per fare massa critica e puntare a superare il 4%.

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