Dal ddl acqua pubblica alla legittima difesa, i provvedimenti a rischio slittamento

Due proposte di legge che vanno a lambire temi politicamente sensibili per le due forze di maggioranza: l’acqua pubblica, per M5S, e la legittima difesa, per la Lega. Nel primo caso, il Carroccio ha molti dubbi. Nel secondo, a nutrire perplessità sono i perntastellati. Risultato: entrambe sono a rischio slittamento.

Circa 240 emendamenti alla proposta sull’acqua pubblica
La proposta di legge sulla gestione pubblica del ciclo delle acque, cavallo di battaglia di M5S, è all’esame della commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera dove la settimana prossima verranno espressi i pareri sui circa 240 emendamenti depositati e da quella successiva si procederà alle relative votazioni (il 25 marzo è previsto il via alla discussione generale nell’Aula di Montecitorio). La relatrice, e prima firmataria della proposta, Federica Daga (M5S), non esclude comunque riformulazioni, in chiave di “apertura”, alle proposte di modifica presentate da maggioranza e opposizione. L’obiettivo è velocizzare l’iter di esame parlamantare. Le perplessità leghiste sono evidenti. In vari comuni del Nord gli amministratori leghisti sono in prima fila nella lotta contro quelli che chiamano “carrozzoni”, ossia società pubbliche che gestiscono l’acqua e che suscitano interrogativi sui costi necessari a mantenerli, sul numero dei loro amministratori e sui loro requisiti.

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