Dalla secessione di Bossi all’autonomia della Lega sovranista: la lunga storia del federalismo

Dal secessionismo delle origini alla «autonomia differenziata» di Lombardia e Veneto (all’ordine del giorno del Cdm odierno) passando per il federalismo e la devolution. È la traiettoria del Carroccio in trenta anni di attività politica. Con il paradosso di una autonomia regionale, ormai a portata di mano, incassata dal Carroccio in concomitanza con la svolta “sovranista” del leader Matteo Salvini, che ha accantonato la vocazione “nordista” e ha puntato a radicare il partito su tutto il territorio nazionale, all’insegna dello slogan “Prima gli italiani”.

La svolta secessionista
La Lega Nord nacque nel 1989 dall’unione di vari partiti autonomisti dell’Italia settentrionale, coagulati attorno alla Lega Lombarda, fondata nel 1982 da Umberto Bossi. Il Carroccio propose inizialmente un’unione federativa della macro-regione Padania con le restanti parti della Repubblica Italiana. Il termine Padania entrò ufficialmente nel vocabolario della allora Lega Nord Italia Federale nel 1995 a seguito della crisi del governo Berlusconi I e del passaggio del movimento ad una politica dichiaratamente secessionista; dal 1997 il movimento, guidato da Umberto Bossi, mutò nome in Lega Nord per l’Indipendenza della Padania.

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