Dalla Tav alla Diciotti, perché il Senato è decisivo per la sopravvivenza del Governo

Ancora una volta sarà lì, al Senato, che si deciderà la sopravvivenza del governo gialloverde. Nel giro di poco più di un paio di settimane su Palazzo Madama, dove la maggioranza è tale solo per una manciata di voti, si concentreranno appuntamenti che non lasciano scampo a soluzioni intermedie, a mediazioni magari sotto forma di emendamenti: sì o no saranno le uniche opzioni possibili. Molto, moltissimo dipenderà dall’esito del confronto di queste ore sulla Tav, che vede contrapposti Lega e M5s. Un primo assaggio lo si avrà domani con il voto sulle mozioni sulla Torino-Lione. Probabile che la maggioranza riproporrà il testo già votato alla Camera nei giorni scorsi, nel quale si ricalcava il passaggio del contratto di governo per la revisione del progetto. Un modo solo per prendere tempo.

Il primo vero banco di prova si terrà infatti il 20 e il 21 marzo, quando nell’Aula del Senato si deciderà il destino dei ministri dell’Interno e l’indomani del suo collega delle infrastrutture. I senatori dovranno pronunciarsi sulla processabilità o meno di Matteo Salvini per sequestro di persona sul caso della nave Diciotti. La Giunta per le immunità si è già pronunciata negando al tribunale dei ministri di Catania l’autorizzazione a procedere. Adesso tocca all’assemblea dei senatori. Sulla carta il leader della Lega non corre pericoli, potendo contare anche sul sostegno di Forza Italia e di FdI. Certo lo scontro sulla Tav non aiuta ma la decisione avverrà con voto palese e i pentastellati (magari non tutti)difficilmente si rimangeranno la parola data. Anche perchè il giorno dopo tocca a Danilo Toninelli finire (si fa per dire) sotto processo. Su di lui pendono due mozioni di sfiducia, del Pd e di Fi.

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