Decretone, il Senato conferma la stretta sui "furbetti del divorzio"

È ripreso in Aula al Senato l’esame del decretone che introduce reddito di cittadinanza e quota 100 per la pensione. Il testo è in prima lettura a Palazzo Madama e dopo il via libera, atteso per mercoledì, passerà all’esame della Camera. In corso il voto degli emendamenti, oltre 700 quelli dei senatori a cui si aggiunge il pacchetto del Governo.

Questa mattina, l’Assemblea ha dato il via libera alla stretta contro i “furbetti del divorzio” e per l’accesso al reddito di cittadinanza degli stranieri extracomunitari introdotta all’articolo 2 del Dl dalla commissione Lavoro. Le modifiche prevedono da un lato un «apposito verbale della polizia municipale» che certifichi le separazioni o i divorzi avvenuti dopo il primo settembre 2018 e dall’altro che chi proviene da Paesi extra Ue faccia certificare dal Paese di origine la situazione patrimoniale e reddituale e la composizione del nucleo familiare, certificato che va tradotto in italiano e validato dal consolato italiano. Esentati i rifugiati politici e chi proviene da Paesi dai quali non è possibile ottenere la certificazione. Il ministero del Lavoro avrà però tre mesi per stilare la lista di questi Paesi. Confermata anche l’esclusione per 12 mesi dal reddito del solo soggetto che si dimette volontariamente, anziché di tutta la famiglia.

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