Decretone reddito di cittadinanza-quota 100: sale il limite per l’anticipo del Tfs

Sale da 30mila a 45mila euro il limite per l’anticipo del tfs (il tfr degli statali) dei dipendenti pubblici facendo leva sul meccanismo del prestito bancario collegato a un’apposita convenzione con l’Abi. Via libera anche alla possibilità (attualmente non prevista) di garantire l’anticipo della liquidazione anche a coloro che sono usciti dal lavoro prima del 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del decretone. Sono due delle modifiche al decretone reddito di cittadinanza – quota 100, che nella serata di ieri hanno ottenuto il via libera della Commissione Lavoro del Senato. Il disco verde alle due misure è stato anticipato dal sito de Il Sole 24 Ore. Votato il mandato alle relatrici, Nunzia Catalfo (M5S) e Tiziana Nisini (Lega) a riferire in Aula dove l’esame inizierà lunedì. Ecco cosa è entrato nel forcing finale della votazione in Commissione.

Anticipo del Tfs anche a statali già in pensione
Anche gli statali già in pensione potranno chiedere l’anticipo del trattamento di fine servizio attraverso il prestito bancario. L’emendamento che ha ottenuto il via libera della Commissione prevede infatti la possibilità per i dipendenti di enti e pubbliche amministrazioni che «mantengono il trattamento di fine servizio comunque denominato presso il proprio bilancio» di ottenere il Tfs «entro 90 giorni» dalla pensione ma «rinunciando alla detassazione» prevista per i ritardi nell’erogazione della liquidazione.

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