Di Maio: per i rider le stesse tutele dei lavoratori subordinati

Meno decrescita felice e più attenzione allo sviluppo, come chiedono da tempo le imprese italiane. Ma anche nuovi diritti per i lavoratori della Gig economy, l’economia dei lavoretti, che penalizza soprattutto i giovani. È quanto promette il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che sceglie Torino – dove la Corte d’appello ha recentemente riconosciuto ai ciclofattorini il salario previsto dal contratto di lavoro della logistica – per annunciare una svolta sulle tutele. Per i rider delle aziende del food delivery «ci saranno soglie minime di diritti fondamentali», e «le stesse tutele del lavoratore subordinato», grazie a un pacchetto di norme che verranno introdotte con un emendamento del Governo al “decretone” su Reddito di cittadinanza e pensioni, che oggi inzia la seconda lettura alla Camera.

«Finchè si utilizzano gli esseri umani, non si possono mettere in competizione esseri umani e tecnologia», sottolinea Di Maio presentando alla platea delle Officine Grandi Riparazioni, luogo simbolo della Torino del fare, il nuovo Fondo nazionale da 1 miliardo di euro per l’Innovazione per le startup. «Io non sono di quelli che dice “fermate lo sviluppo perché si perdono posti di lavoro”, ma non si può mettere in competizione un essere umano con la tecnologica, perché se stai utilizzando l’uomo quello ha un valore, ha dei diritti. Se poi ai rider si sostituiscono i droni, allora sarò il primo a formare ragazzi per altre posizioni. Tutta l’Europa si sta interrogando su questo tema, su dove è il limite tra il lavoro
pagato in termini corretti e lo sfruttamento».

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