Diciotti, il M5S nel guado tra linea giustizialista e realpolitik

La prudenza regna sovrana in casa Cinque Stelle. Il caso Diciotti irrompe in un momento delicatissimo, alla vigilia delle elezioni regionali in Abruzzo e in Sardegna e a quattro mesi dalle europee. Con i sondaggi che danno la Lega sopra il 30%, certificando il ribaltamento dei rapporti di forza nel Governo rispetto al voto del 4 marzo. Votare sì alla richiesta di processo per Matteo Salvini, inoltrata al Senato dal Tribunale dei ministri di Catania, significa restare coerenti con una prassi mai tradita finora dal M5S, ma esporsi alle «conseguenze» ipotizzate esplicitamente dagli alleati leghisti. Votare no vuol dire salvare l’alleanza, al prezzo però di concedere a Salvini la sin qui tanto odiata immunità parlamentare.

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