Diciotti, Salvini (quasi) «scampato» al processo penale ora rischia fino a 71mila euro di risarcimento

Archiviato (quasi) il rischio di un processo penale, per il ministro dell’Interno Matteo Salvini si apre però la porta di un processo in sede civile. Grazie al voto compatto della componente pentastellata, la Giunta per le Immunità ha “salvato” Salvini, sancendo, con 16 si e 6 no, che il titolare del Viminale non andrà a processo davanti al Tribunale dei ministri di Catania per il reato di sequestro di persona aggravato per non aver fatto sbarcare per 5 giorni 177 migranti dalla nave Diciotti della Guardia costiera, ad agosto 2018 . Un voto che dovrà essere confermato anche dall’Aula di palazzo Madama (cosa non scontata).

Alcuni migranti che erano a bordo della nave ‘Diciotti’ hanno presentato però un ricorso al tribunale civile di Roma per chiedere al governo italiano un risarcimento per essere stati costretti a rimanere a bordo diversi giorni. Il ricorso è stato presentato a nome di 41 migranti eritrei, tra cui un minore, che erano a bordo della nave e che ora chiedono al premier Giuseppe Conte e al ministro dell’Interno Matteo Salvini un risarcimento da un minimo di 42mila a un massimo di 71mila euro complessivi (a seconda dei giorni riconosciuti di ingiustificata permanenza in mare, ndr) per la privazione della libertà personale. Il provvedimento è stato depositato al Tribunale civile di Roma dagli avvocati della Rete legale del centro Baobab Experience, coordinati da Giovanna Cavallo. Contestualmente è stato presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. L’udienza davanti al tribunale romano si terrà in primavera. Da chiarire che per il procedimento in sede civile non c’è bisogno di nessuna autorizzazione a procedere.

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