Direttorio Bankitalia, non solo Signorini: in scadenza anche Rossi e Sannucci

Dopo gli attacchi frontali di Luigi Di Maio e Matteo Salvini, seguiti al mancato via libera politico in consiglio dei ministri alla riconferma di Luigi Federico Signorini tra i vicedirettori di Palazzo Koch (e membro del Direttorio), la querelle sui vertici non sembra destinata a spegnersi. Il leghista Claudio Borghi, presidente della commissione bilancio della Camera, ha ribadito oggi di non essere d’accordo sulla riconferma Signorini, perché «se tutti siamo d’accordo che la Banca d’Italia ha vigilato male, ci deve pur essere un modo per i cittadini o per i loro rappresentanti di mostrare la loro insoddisfazione».

M5s e Lega in pressing per azzeramento vertici
E se Borghi rimane persuaso del fatto che il premier Giuseppe Conte non proporrà il nome uscito dal Consiglio superiore di Bankitalia, il leader della Lega Matteo Salvini alterna dichiarazioni con un tono ben più accondiscendente ad altre più velenose, come ieri a Porta a Porta: «Su Bankitalia mi fido di Tria e di
Conte – ha detto – Ma, se dipendesse da me, un cambiamento lo porterei sino in fondo». E al partito dell’azzeramento si iscrive anche il sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa (M5s) che ha dichiarato: «Di Maio e Salvini sanno benissimo che non siamo noi a decidere chi deve andare nel Direttorio, ma è chiaro che i due vice premier dopo i fatti accaduti nelle banche in questi anni possano liberamente dire che andrebbero azzerati i vertici».

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