Diritti Tv: Opa spagnola sul calcio (Mi.Fi.)

Potranno davvero essere gli spagnoli a rilanciare l’immagine e anche il business del calcio italiano in televisione? Sarà Mediapro, gruppo fondato nel 1994 e oggi presente in 26 Paesi con 45 sedi dove lavorano 5.100 dipendenti e che ha chiuso il 2017 con un giro d’affari di 1,7 miliardi e un ebitda di 250 milioni, a garantire (almeno) quel miliardo che i 20 presidenti della Serie A contano di incassare con la vendita dei diritti tv per il periodo 2018-2021?

Davvero, scrive Milano Finanza, nell’unico mercato europeo dove operano due televisioni a pagamento come Sky e Mediaset Premium (altrove, nel Vecchio Continente e nel Regno Unito, la concorrenza è tra una pay satellitare, in particolare Sky Plc oltre alla francese Canal+, e un operatore tlc, Telefonica o British Telecom che sia), che ha in Mediaset -Publitalia la prima concessionaria d’Europa per volumi (grazie alla leadership in Italia e Spagna) e che registra, in prime time, il dato d’ascolto complessivo, oltre 25 milioni di telespettatori, più elevato rispetto a Spagna, Germania, Francia e Uk, non si trova una soluzione che non possa passare dal coinvolgimento di un player mai affacciatosi sul mercato locale? Non è facile rispondere a tali quesiti. Come dimostra il fatto che dallo scorso giugno, la Lega Serie A (assistita dall’advisor Infront) non sia ancora riuscita a trovare a chi rivendere le immagini del principale campionato di calcio, che tra l’altro, a differenza degli ultimi sei anni, sta vivendo un intenso scontro al vertice, per la conquista dello scudetto, tra la Juventus e il Napoli.

red/lab

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