Dl maggio: indennizzi perdite aprile e prestiti 10 anni (Mess)


L’ultimo tassello dovrebbe andare a posto oggi. Dall’Antitrust europeo dovrebbe finalmente arrivare la nuova versione del “Temporary framework”, il nuovo regolamento temporaneo sugli aiuti di Stato. Si tratta in pratica, del sentiero entro cui il governo potrà muoversi nel concedere sostegno alle imprese. Anche ieri al ministero dell’Economia, scrive Il Messaggero, le riunioni si sono susseguite senza soluzione di continuità.

Il tempo ormai stringe. L’intenzione è di approvare il decreto “maggio” il prima possibile. Domani, forse. Più probabilmente a inizio della prossima settimana.

Gli ultimi nodi politici iniziano a sciogliersi. Il capitolo più complesso rimane quello delle imprese. Ma il pacchetto ha una sua fisionomia. Il governo metterà a disposizione 10 miliardi di euro per gli “indennizzi”. Per le imprese fino a 5 milioni di fatturato, arriverà un aiuto a fondo perduto. Lo Stato verserà una quota (probabilmente il 20%) della differenza di fatturato registrata ad aprile del 2020 rispetto ad aprile del 2019. In cambio non chiederà nulla.

Il discorso più delicato resta quello dell’intervento per le imprese tra 5 e 50 milioni di fatturato. L’ipotesi della partecipazione dello Stato alla ricapitalizzazione di queste imprese attraverso il meccanismo del “pari passu” (un milione per esempio, lo mette l’imprenditore e un altro milione lo mette lo Stato), sta tramontando soprattutto per l’opposizione di Italia Viva e per la freddezza di Confindustria.

Ci sarebbe invece una defiscalizzazione degli aumenti di capitale fatti direttamente dagli imprenditori, forse anche con un meccanismo di garanzia dello Stato. La soluzione del “pari passu”, invece, pur non contemplando un ingresso di rappresentanti pubblici nei consigli di amministrazione, portava con se una serie di “condizionalità”.

L’imprenditore avrebbe potuto rimborsare dopo un tot di anni la quota dello Stato con uno sconto, ma solo se avesse rispettato alcuni parametri, tra cui alcuni tipi di investimenti, l’eventuale rimpatrio di produzioni estere, o il mantenimento dell’occupazione.

La terza “freccia” del sostegno alle imprese, sarà il mega fondo da 50 miliardi gestito dalla Cdp e che opererà su tre linee. La prima è un intervento nel capitale delle imprese strategiche per rafforzarne il patrimonio. Un intervento che potrà essere diretto o attuato attraverso delle obbligazioni convertibili. Poi ci sarà la difesa in Borsa delle società interessate da attacchi ostili dall’estero tramite l’acquisto di azioni sul mercato. E infine una misura per la ristrutturazione delle imprese messe in crisi dal coronavirus ma che hanno solide prospettive di ripresa.

Se poi il nuovo regolamento europeo lo consentirà, ci sarà un allungamento del periodo di restituzione dei prestiti garantiti dallo Stato, dagli attuali 6 anni a 10 anni (più due di preammortamento). Il Fondo centrale di garanzia gestito dal Mediocredito centrale, sarà rafforzato con 4 miliardi di euro, mentre quello di Sace con 30 miliardi. Arriveranno anche 12 miliardi per il pagamento dei debiti arretrati della Pubblica amministrazione in modo da iniettare liquidità nel sistema.

Anche sull’altro fronte caldo, quello del Reddito di emergenza, è stato trovato un accordo. Innanzitutto alla misura sarà cambiato nome, verrà ribattezzata “contributo” di emergenza, in modo da rendere esplicito che sarà versata una tantum per poi cessare definitivamente. Sarà pagata in due tranche da 500 euro l’una. Ci sarà poi un aumento dei fondi per la sanità. Il ministero guidato da Roberto Speranza potrà contare su 3,25 miliardi di euro aggiuntivi per rafforzare le terapie intensive e per costruire una rete territoriale sanitaria. Il decreto poi, ha confermato il vice ministro dell’Economia, Laura Castelli, non sarà spacchettato in due provvedimenti come pure era stato ventilato. Ci sarà un altro decreto ma riguarderà soltanto il capitolo semplificazioni e sburocratizzazioni.

vs

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