Dl Rilancio: Upb, operazione con Cdp poco chiara


“Sebbene l’operazione presenti una certa complessità e il profilo temporale dell’impatto sui conti sia subordinato a elementi al momento non noti, occorre sottolineare che le operazioni di capitalizzazione per il tramite di Patrimonio destinato di per se costituiscono un aumento del debito delle Amministrazioni pubbliche. Tuttavia, una valutazione più precisa del profilo temporale dell’effetto sul debito è subordinata a una serie di elementi al momento non ancora definiti”.

Lo ha detto il presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio,

Giuseppe Pisauro, parlando delle disposizioni finalizzate al sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo mediante operazioni di ricapitalizzazione di società per azioni, per il tramite della Cassa depositi e prestiti, che a tal fine viene autorizzata a costituire un Patrimonio destinato, separato da quello della Cassa.

“Tali elementi potrebbero addirittura comportare, attraverso il versamento in Tesoreria della liquidità acquisita, e fino al suo utilizzo per le finalità proprie dello schema, uno strumento di finanziamento del fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche”, ha spiegato Pisauro.

“A fronte del patrimonio conferito, che comprende titoli di Stato appositamente emessi (fino a 44 mld) – viene precisato -, sono attivate operazioni di finanziamento, che apportano mezzi finanziari da destinare alle iniziative di capitalizzazione. Patrimonio destinato può anche effettuare l’emissione di titoli obbligazionari garantiti dallo Stato. In attesa di essere utilizzate per le operazioni di ricapitalizzazione, le disponibilità liquide del Patrimonio sono versate su un apposito conto di Tesoreria”.

Secondo l’Upb, “il decreto prevede interventi per importi rilevanti, che sommati a quelli già disposti con il DL 18/2020 (“Cura Italia”) comportano un incremento dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche del 4,5% del Pil nel 2020. Esso rafforza ed estende nel tempo alcune delle disposizioni del DL 18/2020 e dispone nuovi interventi di ampia diffusione settoriale”.

Non solo, Pisauro conclude chiarendo che “l’intervento prevede la necessità di numerosi decreti di attuazione e, in taluni casi, anche la preventiva subordinazione delle disposizioni alla dichiarazione di compatibilità con la normativa della Ue da parte della Commissione europea. In generale, l’efficacia delle misure dipenderà anche dalla rapidità della loro attuazione”.

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guglielmo.valia@mfdowjones.it