Elezioni 4 marzo un anno dopo, Parlamento poco produttivo. Tutti i numeri

Come si misurà l’attività politica del Parlamento? Non c’è una risposta univoca, c’è la comunicazione politica, l’impatto mediatico delle scelte, quello fattuale legato all’implementazione delle nuove normative. In termini quantitativi si parte dalle leggi che sono il vero output dell’attività dei parlamentari. Sempre di più le politiche che influenzano la vita degli italiani oggi hanno di frequente un impulso che arriva dall’esecutivo, con il parlamento spesso relegato a un ruolo secondario. Il governo Conte in questo non fa eccezione. Lo si vede per esempio da un’analisi realizzata da Open Polis, associazione che fra le altre cose si occupa di monitorare l’attività legislativa del parlamento. Il documento mostra che in nove mesi di attività la XVIIII e ultima legislatura ha approvato poco meno di una trentina di leggi in totale. A gennaio 2019 – ultimo mese analizzato dal rapporto – si è raggiunto il massimo con sette leggi, mentre i primi tempi appaiono molto più “lenti”.

Entrando nel merito di cosa è stato approvato, la marginalità del parlamento diventa evidente. In molti casi la sua attività è consistita quasi solo nella mera ratifica di trattati internazionali, sui quali le due aule hanno un’influenza marginale, oppure conversioni di decreti leggi del governo. Come sottolinea ancora Open Polis, questi due gruppi da soli valgono per poco più del 70% dell’intera produzione legislativa totale.

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