Eni, cedola 2020 sala 0,89 euro e punta a taglio 80% emissioni al 2025


Mercato azionario

MILANO (Reuters) – Cedola in crescita del 3,5% a 0,89 euro per azione nel 2020 per Eni (MI:ENI) e avvio di un nuovo piano di buyback da 400 milioni di euro. Investimenti previsti a circa 32 miliardi di euro al 2023, in flessione di 1 miliardo rispetto al piano precedente, con l’usptream che rappresenterà il 74% del totale e diversificato in termini geografici in Medio Oriente, Africa, Norvegia e Messico.

Allo stesso tempo la major spinge sull’impronta green e punta a ridurre le emissioni dell’80% al 2050.

Sono alcuni dei punti principali del piano strategico al 2023 che i vertici del colosso petrolifero italiano illustreranno oggi alla comunità finanziaria in una call prevista nella tarda mattina. Cancellato il tradizionale incontro con gli analisti causa coronavirus.

Eni segnala che l’attuale portafoglio di progetti upstream in esecuzione ha un prezzo di breakeven pari a 23 dollari al barile (25 dollari nel precedente piano).

Per alimentare il processo di decarbonizzazione della società, Eni sta pianificando investimenti in fonti rinnovabili, di efficienza energetica, economia circolare e abbattimento del flaring di 4 miliardi, con un incremento del 33% rispetto al precedente piano.

L’incidenza di tali investimenti sul totale della manovra del 2023 è pari al 20%, sottolinea la nota.

Complessivamente il free cash flow cumulato nell’orizzonte di piano sarà pari a 23 miliardi. Inoltre, assumendo uno scenario costante (Brent a 60 dollari al barile), Eni prevede una generazione di cassa in forte crescita per i prossimi quattro anni.

L’AD Claudio Descalzi sottolinea nella nota che la strategia della nuova Eni nei prossimi 30 anni punta a coniugare “gli obiettivi di continuo sviluppo in un mercato dell’energia in forte evoluzione con una significativa riduzione dell’impronta carbonica del portafoglio”.

Il numero uno del colosso energetico italiano spiega che “l’Eni del futuro sarà quindi ancor più sostenibile. Sarà rinforzata nel suo ruolo di attore globale nel mondo dell’energia, arricchita da business quali le rinnovabili e l’economia circolare, oggi ai primi passi ma con uno sviluppo futuro di rilievo e altamente connesso ai business esistenti. La produzione oil & gas, che prevediamo raggiunga il plateau nel 2025, sarà destinata a ridursi negli anni successivi, principalmente nella componente olio”.

Di conseguenza, sottolinea ancora l’AD nel comunicato, “i target di riduzione delle nostre emissioni assolute di Ghg (gas effetto serra ndr) non hanno una quantificazione direttamente comparabile con altre metodologie per l’ampiezza della rilevazione. La riduzione fissata è dell’80% delle emissioni nette Ghg dei nostri prodotti energetici al 2050, ben oltre la soglia di riduzione del 70% indicata dalla Iea nello scenario compatibile con gli obiettivi dell’accordo di Parigi”.

Tornando agli obiettivi del piano, la crescita della produzione upstream è attesa a un tasso annuo del 3,5% fino al 2025, con un successivo flessibile declino principalmente nella componente olio. La produzione gas al 2050 costituirà circa l’85% della produzione totale.

Le rinnovabili sono previste in forte crescita a oltre 55 GW al 2050.

Nella raffinazione è prevista la graduale conversione dei siti italiani ricorrendo a nuove tecnologie per la produzione di prodotti decarbonizzati da riciclo di materiali di scarto.

Nel marketing ci sarà la trasformazione da stazioni di servizio a punti di vendita per la distribuzione esclusiva di carburanti sostenibili di nuova generazione e altri servizi differenziati.

Infine, la chimica con la conversione progressiva dei siti esistenti ricorrendo a tecnologie per produzioni più specializzate, “bio” e riciclo delle plastiche.

(Giancarlo Navach, in redazione a Milano Maria Pia Quaglia)

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