Fase 2: Manifesto per ripresa green, lo firmano 110 imprese


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Venerdì 8 Maggio 2020

I rappresentanti di settori importanti dell’imprenditoria italiana hanno lanciato, per uscire dalla crisi Covid-19, un’ iniziativa per una ripresa economica in chiave green. In 110 hanno infatti firmato il Manifesto, “Uscire dalla pandemia con un nuovo Green Deal per l’Italia”.

Il Manifesto, si legge in una nota, affronta quattro passaggi fondamentali per la ripresa: la necessità di una visione e di un progetto; l’esigenza di affrontare la crisi climatica per non cadere dalla padella della pandemia nella brace del cambiamento climatico; un messaggio all’Europa affinchè il Recovery Plan, che punta ad attivare consistenti finanziamenti comunitari, possa rifondare e rilanciare con un nuovo Green Deal l’ambizioso progetto europeo per un’economia avanzata, decarbonizzata e circolare; il nuovo Green Deal per l’Italia che è la strada da seguire per una più forte e duratura ripresa perché valorizza le migliori potenzialità dell’Italia come quelle legate alle produzioni di qualità sempre più green, al riciclo dei rifiuti, pilastro dell’economia circolare, all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili, al modello italiano di agricoltura sostenibile, alle attività della bioeconomia rigenerativa, alla rigenerazione urbana, alla transizione della mobilità a basse emissioni.

Hanno firmato il Manifesto grandi industrie come Enel, Terna, Acea, Poste, Hera, Iren, gli esponenti di associazioni e parti di Confindustria, le utility, il mondo delle eccellenze italiane dell’agrifood, esponenti del settore manifatturiero, acciaierie, imprese farmaceutiche di primaria importanza e tutto il mondo del riciclo, dell’economia circolare, delle energie rinnovabili e dei trasporti sostenibili.

“Rifinanziare tutto l’esistente per ritornare alle condizioni economiche precedenti alla pandemia – ha commentato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, fra i promotori del Manifesto – è,in questa emergenza, quasi un riflesso condizionato, ma sarebbe sbagliato: si rifinanzierebbero anche attività che invece andavano cambiate, innovate o convertite”.

liv

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