Festa della donna, già nel ’44 le mimose per l’eroina di «Roma città aperta»

L’8 marzo del 1908 la mimosa venne scelta per commemorare le operaie morte durante un incendio in una fabbrica di New York. Anche se di questo evento non vi è traccia documentale (un episodio avvenne il 25 marzo 1911, negli stabilimenti della Triangle Shirtwaist Factory della città statunitense) da lì prese il via la tradizione della festa della donna. Nel 1946 l’Unione donne italiane (l’organizzazione nata l’anno precedente per i diritti delle donne composta da comuniste, socialiste, azioniste e cristiano-democratiche) scelse anche per l’Italia quella pinta come simbolo.

Due anni prima, però, nella Roma occupata dai nazisti c’era stato un precedente. Mimose furono portate da molte donne sul luogo dove era morta Teresa Gullace, la donna uccisa da un soldato tedesco che ispirò il celebre episodio “Roma città aperta” di Roberto Rossellini. Madre di cinque figli e incinta del sesto, la mattina di venerdì 3 marzo 1944 Teresa era insieme a molte donne (madri, figli e sorelle) in viale Giulio Cesare (quartiere Prati) davanti alla caserma dell’81º di fanteria trasformata in carcere: lì era stato portato come tanti altri cittadini romani suo marito Girolamo, arrestato dai nazisti il 26 febbraio e destinato a lla deportazione in Germania. Tra i manifestanti erano presenti anche esponenti della resistenza romana, tra cui la partigiana Laura Lombardo Radice (futura moglie di Pietro Ingrao).

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