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FOCUS INFLAZIONE/ La liquidità da togliere a Wall Street per evitare un altro ’29

Nel pomeriggio del 10 novembre sono stati pubblicati i dati rispettivi all’stagnazione generale e core dei beni al consumo degli Stati Uniti d’America, e riferentesi a ottobre 2021 in tendenziale sull’anno. Abbiamo percio 4,6% per l’stagnazione core e 6,2 % per quella nel complesso del paniere dei beni; il consensus di Wall Sreet aveva come aspettativa il 5,8% per l’stagnazione nel complesso e il 4,3% per quella core. Invece, chi scrive aveva previsto il 6,1%-6,0% con intervallo minimo al 5,7% avendo così una lieve sottostima pari allo 0,1%.

Ad ogni modo, quello che si impone e il dato in se stesso: 6,2% , valore che tocca arrivare al 1990 per ritrovare; sebbene in teoria ci troviamo nei valori centrali di un’stagnazione ancora leggera, quello che e teoricamente significativo e l’accelerazione all’insù dei valori, che dato pure l’inizio della stagione autunnale e invernale, fornisce ulteriore terreno fertile per il propagarsi inflattivo.

Lasciando a fine mese l’intervento maggiormente preciso per la stima dell’stagnazione a novembre negli Stati Uniti d’America, gia da ora si però mi sento di affermare con sicurezza che non saremo sotto il 6,5% di tasso inflattivo, e per le ipotesi che attendo avere conferma durante il mese mi aspetto con facilità un tasso del 7,1%-7,2%, con intervallo minimo non minore al 6,8%. Ripeto da elaborare ed eventualmente confermare verso la fine del mese.

Gli aspetti da rimarcare di quello che sta succedendo sono molti e tutti importanti, pure se tra loro distanti, e per tale motivo che nel prosieguo di questa prolusione più che a un vero e proprio sviluppo di temi mi affiderò a immagini che emotivamente pure mi colpiscono.

Ad esempio, ricordo che tempo fa, circa 6-7 mesi, un amministratore di un grande fondo di investimento affermò qualcosa che poi secondo me e andato sotto traccia nell’informazione mainstream;

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