Ftse Mib resta in rosso dopo Wall Street. Attesa per soccorso della BCE


Mercato azionario

Investing.com – Prosegue la volatilità sui mercati europei, alla vigilia della riunione della Banca centrale europea di domani.

Dopo una virata improvvisa fino a cedere oltre l’1%, il Ftse Mib tornava nei pressi della parità, per poi aumentare nuovamente le vendite con l’apertura negativa di Wall Street. Rallentano anche gli altri indici europei, con il Cac 40 e il Dax intorno alla parità.

A Milano tra i peggiori titoli del Ftse Mib restano Atlantia (MI:ATL) e Moncler (MI:MONC), in flessione del 4%, seguiti dal -2% di Juventus (MI:JUVE), Poste Italiane (MI:PST), Amplifon (MI:AMPF) e Campari (MI:CPRI).

Positivi, invece, molti titoli bancari, sospinti dalle aspettative per il meeting della BCE di domani. L’indice di settore guadagna oltre l’1%, sospinto da Ubi Banca (MI:UBI) e Banco Bpm (MI:BAMI) con un +3%, mentre FinecoBank (MI:FBK) guadagna il 2% e Intesa Sanpaolo (MI:ISP) l’1%.

Vigilia di meeting della Banca centrale europea

Domani si terrà l’attesissimo meeting della BCE, dopo che la presidente, Christine Lagarde, ha assicurato che l’istituto adotterà diverse misure contro gli effetti dell’emergenza coronavirus nella riunione di questa settimana, sottolineando come l’istituto centrale guarderà a tutti gli strumenti disponibili, fra cui finanziamenti a bassissimo costo e liquidità.

Inoltre, Lagarde ha chiesto ai leader della UE di agire urgentemente contro gli effetti dell’emergenza coronavirus, altrimenti il rischio è quello di “”uno scenario come quello della grande crisi finanziaria del 2008″.

Secondo molti esperti, la BCE potrebbe decidere un ulteriore taglio dei tassi di interesse sui depositi overnight di 10 punti base a -0,60% e misure per garantire ulteriore liquidità al sistema economico tramite il canale bancario.

“Con una crisi economica su larga scala, la risposta della BCE dovrebbe essere piuttosto aggressiva”, afferma Sebastien Galy, Senior Macro Strategist di Nordea AM. “Possiamo aspettarci un taglio di 10 punti base del tasso di deposito e un TLTRO con scadenze lunghe per le banche. È probabile che non ci sia una grande richiesta di prestiti da parte delle banche, le quali presumibilmente estenderanno la scadenza dei loro finanziamenti”, aggiunge l’esperto.

Pertanto, da Nordea si attendono “un rinnovato ma limitato programma di Quantitative Easing, con una maggiore credit easing per i Covered Bond e i Green Bond, e depositi (facility) per trasferire la liquidità e il rischio di credito delle imprese più piccole. Per quanto ci riguarda, continuiamo a preferire i Covered Bonds”.

Un intervento della BCE potrebbe non essere così risolutivo secondo Salman Baig, Senior Vice Presidente di Unigestion, il quale afferma che sebbene i mercati si aspettino molti più stimoli da parte di molti paesi del mondo, non ci attendiamo che avere un maggior numero di banche centrali ‘colombe’ possa rappresentare una cura, perché la maggior parte dei tagli dei tassi sono già avvenuti con i cali dei rendimenti obbligazionari”.

Per mettere le cose nella giusta prospettiva, “il mercato dei Treasury americani ha registrato mercoledì scorso il suo miglior rendimento giornaliero dal 2009, portando a nuovi minimi storici sui rendimenti a 10 e 30 anni. In Europa, anche i rendimenti tedeschi hanno chiuso ai minimi storici, mentre coloro che investono in obbligazioni austriache a 100 anni ottengono solo lo 0,48% per il diritto di parcheggiare i soldi fino al 2117. È evidente che questa volta, inoltre, i tagli dei tassi già anticipati non saranno in grado di contenere da soli i danni economici – devono far parte di un pacchetto più completo, come nel caso cinese”, conclude Baig.