Gara 5G Huawei: la Lega chiede il golden power

Sembra destinato a diventare sempre più caldo il dossier della gara per la sperimentazione del 5G in cinque città italiane affidata alla cinese Huawei: Milano, L’Aquila, Bari, Prato e Matera. Dopo le preoccupazioni per i «potenziali rischi per la sicurezza nazionale dell’Italia e dei suoi partner» manifestate venerdì scorso dall’ambasciatore americano in Italia, Lewis Eisenberg al vicepremier e ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio ora è la Lega a lanciare l’allarme con un’interrogazione al ministro Di Maio, (prima firma Massimiliano Capitanio) in cui si chiede senza mezzi termini l’attivazione del “golden power”.

Secondo il testo dell’interrogazione a di Maio l’intelligence degli Stati Uniti sostiene che Huawei «avrebbe nascosto dei software nelle proprie infrastrutture per consentire al Governo cinese di appropriarsi di dati sensibili trasmessi attraverso le reti». Si ricorda poi che «la figlia del fondatore dell’azienda cinese, Meng Wenzhou, Direttore finanziario e Vicepresidente del gruppo, è stata arrestata in Canada per avere violato le sanzioni americane nei confronti dell’Iran e la stessa sorte è toccata, poche settimane dopo, ad un dirigente di Huawei arrestato in Polonia con l’accusa di spionaggio».

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