Germania: messa a dura prova da tensioni Usa-Cina


La Germania sta lottando per scegliere da che parte stare nella crescente disputa tra Stati Uniti e Cina su questioni che vanno dal commercio ai diritti umani, mentre aumentano le pressioni americane e la deriva autoritaria di Pechino.

Tra tutte le economie avanzate al di fuori dell’Asia, la Germania ha i legami economici più profondi in entrambi i campi e avrebbe più da perdere da una guerra fredda tra Washington e Pechino.

I rapporti commerciali di Berlino con la Cina e gli Stati Uniti hanno fatto bene alla Germania negli ultimi due decenni, favorendo una crescita costante, garantendo la quasi piena occupazione e mantenendo le casse pubbliche piene, tutti elementi che hanno consentito lo spiegamento di oltre 1.000 miliardi di euro di misure a sostegno della sua economia durante la pandemia.

Ora, la riluttanza della Germania a schierarsi sta diluendo gli sforzi più ampi dell’Europa volti a creare un fronte unito sulla Cina, minando il potere del blocco di modellare una nuova architettura globale.

Gli Stati Uniti hanno contribuito a costruire la Germania moderna e i due Paesi sono stati uniti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale da valori condivisi, istituzioni democratiche e una rete di accordi e partenariati internazionali.

Tuttavia, vista da Berlino, ogni scelta tra Cina e Stati Uniti è finemente bilanciata. In effetti il modello economico, orientato alle esportazioni, della Germania fa sì che il Paese abbia bisogno sia di Washington che di Pechino.

La Cina è il principale partner commerciale della Germania, mentre gli Stati Uniti sono il suo più grande mercato di sbocco. L’anno scorso la Germania ha esportato beni per un valore di 119 miliardi di euro negli Usa e 96 miliardi di euro in Cina. Le società tedesche quotate producono quasi un quinto delle loro entrate negli Stati Uniti e in Cina, afferma Joerg Kraemer, capo economista della Commerzbank di Francoforte.

Circa il 28% dei posti di lavoro in Germania è direttamente o indirettamente collegato alle esportazioni e nel settore manifatturiero tale cifra è del 56%, secondo il ministero dell’Economia tedesco. Il Paese esporta quasi quanto gli Stati Uniti, nonostante abbia solo un quarto della popolazione.

Per le influenti case automobilistiche tedesche, la Cina è già il primo mercato Il mese scorso Volkswagen ha consegnato 330.000 veicoli in Cina, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente e pari a oltre la metà delle sue vendite globali complessive. “Non posso immaginare la Volkswagen senza la Cina”, ha dichiarato Ferdinand Dudenhoeffer, direttore del Center Automotive Research dell’Università di Duisburg-Essen. Il Ceo di Volkswagen, Herbert Diess, che si riferisce alla Cina come “la seconda casa” della sua azienda, ha recentemente elogiato il Paese per la gestione della pandemia di coronavirus.

Altre Nazioni europee sono molto meno intrecciate economicamente con la Cina: la Germania esporta circa tre volte di più in Cina rispetto alla Francia e all’Italia messe insieme, secondo i dati della Banca Mondiale.

cos