Gig economy, Glovo: non solo pizze, ma anche detersivi e lettere a domicilio

La nuova frontiera dell’home delivery di Glovo passa per la multicanalità e l’e commerce, in particolare con la vendita diretta di prodotti di largo consumo oltre all’affitto di spazi di cooking a ristoratori e chef che vogliono raggiungere nuovi bacini di clienti. Ci sono poi i filoni più tradizionali come la consegna di corrispondenza business, la copertura dell’ultimo miglio per i merchant dell’e commerce per finire con l’offerta per il disbrigo di “commissioni” per i propri clienti sia B2B che B2C. Ecco la nuova frontiera dell’omnicanalità applicata alle consegne a domicilio a cui si aggiunge, ovviamente, a un piano per allargare la propria presenza su tutto il territorio nazionale. Sono questi i traguardi che Elisa Pagliarani, general manager di Glovo Italia, vuole raggiungere nel corso dei prossimi mesi perseguendo un unico obiettivo: accrescere la marginalità di ogni corsa che fanno i riders con lo zaino parallelepipedo giallo.

Il nome in codice del nuovo progetto di e-commerce è dark store mentre quello per l’affitto di spazi per la preparazione dei piatti è cook room. «I dark store – spiega Elisa Pagliarani – altro non sono che piccoli magazzini cittadini non aperti al pubblico in cui Glovo stocca quei prodotti di largo consumo più richiesti dai consumatori: dai detersivi ai prodotti per la prima colazione, da quelli per la cura della persona al food e l’ordine avverrà con la app di Glovo». Tra gli altri elementi allo studio c’è l’opzione di scegliere tra i tradizionali marchi industriali oppure scommettere sulle private label che, tra le altre cose, garantiscono una marginalità nettamente superiore. Insomma un domani si potrebbero immaginare le brioche o il detersivo a marchio Glovo che arrivano a casa del cliente, con una consegna che nel week end è h24 entro 30 minuti dall’ordine.

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