Governo Conte: attuazione delle riforme al 18,5%, ma crescono i ritardi

L’ultima arrivata al traguardo è quella su quota 100 e il reddito di cittadinanza, che si è andata ad aggiungere alle altre riforme varate dal Governo Conte. Il lavoro, però, non è finito. Come per ogni Esecutivo, si tratta ora di tradurle in pratica, perché praticamente ogni intervento legislativo rimanda a decreti attuativi, necessari per dare forma compiuta alle scelte governative e parlamentari. La quota di attuazione delle scelte economiche dell’attuale compagine è al 18,5%, con un balzo di poco più di sette punti rispetto al monitoraggio di un mese fa (a fine febbraio era all’11,2 per cento).

Tempo scaduto
L’attività, dunque, va avanti. Di pari passo, però, si accumulano i ritardi. Dei 167 decreti attuativi – sui 205 previsti – che ancora mancano all’appello, 60 risultano già scaduti. Un mese fa i provvedimenti fuori tempo massimo erano 25. Un carico imputabile soprattutto all’ultima legge di bilancio, che per diventare pienamente operativa attende 97 provvedimenti attuativi, per 43 dei quali il tempo è (teoricamente) finito.

Leggi anche altri articoli di Economia o leggi la fonte


Questo contenuto è stato importato con un sistema automatizzato, senza intervento umano. È possibile segnalare la rimozione dei contenuti, leggendo prima le nostre Note Legali Disclaimer