Governo: Franceschini, per Pd Conte non si tocca (Rep)


“Mai pensato” che il premier debba essere sostituito, “anzi voglio dirlo senza margini di ambiguità: io apprezzo moltissimo il lavoro di Conte, come ha guidato il governo in uno dei passaggi più difficili della storia della Repubblica e come cerca sempre il punto di equilibrio in una coalizione inevitabilmente complicata, perché nata tra avversari alle elezioni”.

Lo ha detto a Repubblica il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, sottolineando come “deve essere chiaro che per noi non esistono né un altro premier né un’altra maggioranza in questa legislatura. Ogni nostra parola, anche quando appare critica, è per migliorare l’azione del governo, non per indebolirla”.

Alla domanda se un rimpasto potrebbe rilanciare il governo, magari con l’ingresso di Zingaretti, “mi pare che Nicola abbia detto con chiarezza che intende rafforzare l’azione di governo nel suo ruolo di segretario e di presidente di Regione”, ha precisato Franceschini.

“Da tutte le crisi, anche dalle più drammatiche, possono emergere delle opportunità. Nel lockdown abbiamo visto un Paese coeso e solidale. Ecco, ora dobbiamo essere tutti capaci di essere così anche di fronte alla sfida della ricostruzione. Abbiamo molti elementi favorevoli, dalla svolta totale delle politiche europee, che sono certo la Merkel rafforzerà nel semestre di presidenza tedesca della Ue, alle risorse mai viste messe a disposizione dei singoli Paesi. Poi la consapevolezza delle forze sociali che non è tempo di contrapposizioni tra lavoratori e imprese ma di fare ognuno la propria parte per la crescita e la salvaguardia dei posti di lavoratori- ha continuato il ministro- Tutto questo non va sprecato”.

Conte sostiene che il governo ha preso decisioni ferme e risolute, eppure il Pd gli rimprovera i troppi rinvii su questioni cruciali e teme la palude. “Il Paese ci chiede di essere all’altezza della sfida, accantonando toni rissosi e interessi di parte e lavorando come una squadra. Per questo confesso di essere molto stanco di retroscena che dipingono ogni fisiologica e utile discussione nel governo sul merito di norme e provvedimenti, come un agguato”, ha precisato Franceschini.

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