Greggio in calo, aumento produzione Usa compensa calo scorte

Il greggio è in calo oggi, avviandosi a chiudere la settimana mettendo a segno il maggior ribasso da ottobre, con l‘aumento della produzione Usa che compensa il calo delle scorte.

** Intorno alle 12,15 italiane, il contratto sul Brent per consegna marzo perde 36 cent a 68,95 dollari. Lunedì scorso aveva toccato il massimo da dicembre 2014 a 70,37 dollari.

** La scadenza febbraio del greggio leggero Usa Wti perde 29 cent a quota 63,66. Il Wti ha toccato il massimo da dicembre 2014 a 64,89 dollari martedì scorso.

** L‘Agenzia internazionale per l‘energia (Iea), nel suo rapporto mensile, spiega che le scorte globali di greggio si sono assottigliate, anche grazie ai tagli dell‘Opec, alla crescita della domanda e al calo della produzione venezuelana, ai minimi degli ultimi 30 anni. L‘Agenzia ha ammonito però che il rapido aumento della produzione Usa potrebbe compromettere l‘equilibrio del mercato.

** “La crescita esplosiva negli Usa e il sostanziale aumento in Canada e Brasile compenseranno il potenziale declino in Venezuela e Messico”, stima l‘Iea per la produzione 2018.

** Gli analisti si aspettano inoltre un rallentamento della domanda alla fine dell‘inverno nell‘emisfero settentrionale.

** Anz bank sostiene che “un futuro ammorbidimento della domanda e il posizionamento estremo degli investitori potrebbero aprire alla possibilità di una certa debolezza a breve termine”.

** Complessivamente, comunque, i prezzi restano ben sostenuti e la maggior parte degli analisti non si aspetta cali repentini.

** Il principale driver dei prezzi è stato il taglio alla produzione da parte dei paesi Opece e della Russia, partito a gennaio dello scorso anno e che dovrebbe andare avanti per il tutto il 2018.

** Negli Usa, le scorte di greggio sono scese di 6,9 milioni di barile nella settimana al 12 gennaio a 412,65 milioni. Si tratta del livello stagionale più basso degli ultimi tre anni e sotto la media quinquennale che si attesta a 420 milioni di barili.