Greggio, prezzi in calo su tensioni Usa-Cina, accumulo scorte


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LONDRA (Reuters) – I prezzi del greggio sono in ribasso sui timori che l’eccesso di petrolio globale possa persistere nonostante l’inizio dell’allentamento dei lockdown legati alla pandemia di coronavirus. A pesare sono anche le tensioni tra Stati Uniti e Cina sull’origine del virus.

Alle 11,20 circa, i futures sul Brent perdono 81 centesimi, pari al 3,06 %, a 25,63 dollari al barile. Il greggio Usa cede 1,63 dollari, ovvero l’8,24%, a 18,14 dollari al barile.

Mentre la domanda mondiale di petrolio dovrebbe riprendersi moderatamente dai minimi di aprile, man mano che i Paesi allentano alcune delle misure di contenimento del Covid-19, l’eccedenza di riserve di greggio creatasi nel corso dei mesi avrà ripercussioni sui mercati.

“Poiché le scorte di petrolio probabilmente continueranno ad aumentare nelle prossime settimane, i prezzi del petrolio rimangono vulnerabili a nuove battute d’arresto”, dichiara l’analista Ubs Giovanni Staunovo.

Inoltre, anche il riemergere delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina sta pesando sui prezzi.

In aggiunta alle minacce della scorsa settimana di nuovi dazi sulla Cina da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il segretario di Stato Mike Pompeo ha dichiarato ieri che c’è “una quantità significativa di prove” che il nuovo coronavirus abbia avuto origine in un laboratorio cinese.

“La ripresa della guerra commerciale sarà dannosa per i prezzi del petrolio nel lungo periodo”, dice Stephen Innes, chief global market strategist presso la società di servizi finanziari AxiCorp.

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