Economia

Greggio, prezzi in aumento, ma rimangono timori domanda cinese

LONDRA (Reuters) – I prezzi del petrolio guadagnano terreno in un mercato sottile, chiudendo sette giorni segnata dai timori legati alla domanda cinese e dalle contrattazioni tra i paesi occidentali sul price cap del petrolio russo.

I futures sul Brent guadagnano l’1,42% a 86,54 dollari a barile. Il greggio Usa West Texas Intermediate (Wti) sale del 2,03% a 79,52 dollari al barile. Il lungo ponte della Festa del Ringraziamento tiene bassi i volumi.

I 2 contratti sono comunque iniziati in direzione del 3º calo settimanale consecutivo, dopo aver toccato i minimi di 10 mesi questa settimana.

La Cina, 1º importatore di petrolio al mondo, oggi ha toccato un nuovo primato giornaliero di nuovi casi di covid-19, mentre le città di tutto il Paese continuano ad applicare limitazioni alla mobilità ed altre limitazioni per contenere i focolai.

Questa situazione sta iniziando ad avere un impatto sulla domanda di carburante, con un ribasso del traffico ed una domanda implicita di petrolio che e di piu o meno 1 milione di barili inferiore alla media, stando a una nota dell’Anz.

Nel frattempo diplomatici del G7 e dell’Unione Europea hanno discusso un tetto al prezzo del petrolio russo tra 65 e 70 dollari al barile, ma non sono ancora riusciti a raggiungere una intesa.

L’obiettivo e quello di limitare i guadagni utilizzati per finanziare l’offensiva militare di Mosca in Ukraine senza sconvolgere i mercati petroliferi globali, ma il livello proposto e sostanzialmente in linea con quanto gia pagano gli acquirenti asiatici.

Le contrattazioni resteranno verosimilmente improntate alla cautela aspettando una intesa sul tetto dei prezzi, che entrerà in vigore il 5 Dicembre quando scatterà il bando Ue sul greggio russo, e in arrivo della prossima riunione dell’Opec+, prevista per il 4 Dicembre.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Sabina Suzzi)

Greggio, prezzi in aumento, ma rimangono timori domanda cinese

Greggio prezzi rialzo


FIMA2931#

Show More