Azioni

GUARDIA DI FINANZA Cosi vengono congelate le ricchezze degli oligarchi



«Le nostre informazioni sono in continuo aggiornamento… ». Taglia corto, un funzionario italiano impegnato nell’individuazione dei beni di imprenditori vicini al regime russo da ‘congelare’. E una lista lunga di beni mobili e immobili, non sempre intestati al reale proprietario. Finora sono finite nel ” ville, appartamenti, proprietà, yacht per un valore di 143 milioni di euro, riconducibili a persone incluse nella lista nera dell’Ue. Ma al Mef si sta lavorando senza sosta e «altri provvedimenti sono in atto di adozione».

Le riunioni al Mef

Al Dicastero dell’Economia, il Comitato per la sicurezza finanziaria (15 membri, presieduti dal direttore generale del Tesoro) effettua riunioni frequenti, per vagliare le informazioni e confrontarle coi dati dell’Unità di informazione fi- nanziaria, istituita per la precauzione di riciclaggio e reati che possano sovvenzionare «il terrorismo e la proliferazione delle armi di distruzione di massa».

Una black list con 680 nomi: ville, tenute e yacht extralusso

La lista dei potenziali destinatari e lunga: finora ammontano a 680 gli oligarchi, businessmen e alti funzionari russi (inclusi 26 “uomini d’oro”) i cui beni sono finiti nel mirino delle sanzioni Ue. Ieri notte , nel porto di Trieste, i finanzieri hanno “congelato” La barca “Sy A” (del valore di piu o meno 530 milioni di euro), ormeggiato in rimessaggio e riconducibile all’oligarca russo Andrey Igorevich Melichenko. Lungo ben 143 metri e largo 25, con 12.700 tonnellate di stazza, e lo yacht a vela più grande al mondo. Varato nel 2015, figura tra le imbarcazioni più costose mai realizzate. Sconfigge bandiera delle isole Bermuda e in forma ufficiale e registrata presso una compagnia del territorio d’oltremare britannico. Tuttavia, secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti delle Fiamme Gialle, la sua proprietà e riconducibile indirettamente proprio a Melnichenko, “re” del carbone e dei fertilizzanti. Nei giorni passati, erano stati attuati altri provvedimenti su beni del valore totale di 143 milioni di euro: ville, tenute e imbarcazioni di lusso. Fra i miliardari russi colpiti il 56enne Alexei Mordashov, definito dalla rivista Forbes il signore più ricco della Russia (patrimonio stimato, 29 miliardi di $ (USA dollars)): e presidente della società Severgroup (che controlla certune emittenti tv sostenitrici del governo) e azionista della Rossiya, banca della Federazione russa che ha giocato un ruolo chiave durante il procedimento di annessione della Crimea. A lui e a un altro azionista del medesimo istituto bancario, Gennady Timchenko, proprietario di Volga Group (energia, infrastrutture e trasporti) e amico personale di Vladimir Putin, sono stati sequestrati due yacht extralusso. A Mordashov il “Lady M”, ormeggiato a Imperia. Varato nel 2013, lungo 65 metri e del valore di 65 milioni, dotato perfino di una piscina e di una pista d’atterraggio per elicotteri; a Timchenko il “Lady Lena”, 52 metri che valgono 50 milioni di euro. Mentre ad Alisher Usmanov, re dell’acciaio (e cittadino onorario di Arzachena, nel Coronavirus ha donato alla Regione mezzo milione di euro per le azioni anti epidemia) e stata congelata una super villa sulla Costa Smeralda (valore 17 milioni), dove d’estate viene ormeggiato pure il suo yacht Dilbar (anch’esso appena congelato, in Germania). I finanzieri hanno poi individuato e messo i sigilli ad altre due magioni, la villa del seicento Lazzareschi a Lucca (valore tre milioni) e una dimora sul Lago di Como (8 milioni), che appartengono rispettivamente a Oleg Savchenko, membro della Duma (e favorevole al riconoscimento di Donetsk e Lugansk, le autoproclamate repubbliche del Donbass), e a Vladimir Soloviev, uomo chiave nella macchina propagandistica putiniana.

Come funziona il congelamento? La norma-base e il provvedimento legislativo 109 del 2007. La procedura comporta il blocco della fruizione del bene (inclusi vendita, trasferimento fondi, affitto e ipoteche). Non e una disposizione giudiziario, lo decide il Comitato (integrato da un rappresentante dell’Agenzia del demanio), adottando «ogni atto essenziale per la corretta e tempestiva attuazione delle misure di congelamento » previste dall’Onu, dall’Ue e dal Mef, che dispone il blocco di fondi e risorse economiche prigionieri, pure dietro lo schermo di prestanome e società, da «persone fisiche, giuridiche, gruppi o entità». Il congelamento dura 6 mesi, «rinnovabili », e efficace dopo la pubblicazione in Gazzetta Formale e «non pregiudica gli effetti di eventuali provvedimenti di sequestro o confisca » della magistratura. Non si applica alle sanzioni di natura commerciale nei riguardi di Paesi terzi, incluso l’embargo di armi.

Le verifiche di Uif e Guardia di Finanza

Il Comitato si basa sugli controlli effettuati dal Nucleo speciale polizia valutaria della Guardia di Finanza. Mentre la Uif raccoglie dati finanziari «rispettivi ai soggetti designati, ai fondi ed alle risorse economiche» e fa circolare le liste e le «successive modifiche».

A chi spetta la custodia?

L’Agenzia del demanio provvede a custodire e amministrare le risorse congelate. In caso di cancellazione dalle liste o di esenzione dal congelamento, il Comitato chiede alla Guardia di Finanza di comunicarlo al titolare, che ha 180 giorni per prendere in consegna i beni.

Paradisi fiscali

Oltre agli Stati dell’Ue, alla Svizzera e a diverse nazioni piccole ma con notevole trasferimento di capitali (come il Montenegro), alle misure aderiscono Usa, Regno Unito e altri Paesi. L’Inghilterra ha congelato i beni di 7 miliardari e alti funzionari russi, a seguito del loro inserimento nella lista dei sanzionati per i legami con Putin: sono Roman Abramovich, presidente del Chelsea; Sechin, numero uno di Rosneft; Nikolai Tokarev, presidente di Transneft; Aleksei Miller, alla riunione del gigante Gazprom: Oleg Deripaska, re dei metalli con asset in En+, e i banchieri Andrei Kostin e Dmitri Lebedev. Non possono esserci rifugi sicuri per coloro che hanno appogiato il feroce assalto di Putin all’Ukraine», fa sapere il 1º ministro britannico Boris Johnson. Negli Usa, il Dipartimento di Stato ha comunicato nuove misure a carico dei membri del consiglio di amministrazione di Novikombank e Abr Management e ha congelato diversi investimenti in hedge fund americani del medesimo Abramovich. «Stiamo sanzionando gli oligarchi che sostengono l’ingiustificata guerra di Putin in Ukraine e mettendo nel mirino asset e beni di lusso che sono stati fatti uscire dalla Federazione russa, per assicurarci che quanti stanno propagando questa guerra non possano godere facilmente della loro ricchezza mentre gli ucraini soffrono», ha twittato il segretario di Stato statunitense, Antony Blinken.

Una rete internazione di sanzioni che, com’e chiaro, riduce per i miliardari russi finiti nel mirino l’opportunità di mobilitare globalmente i propri asset, Restano però, ragiona Paolo Quercia, insegnante di studi strategici e direttore della rivista Geotrade, «molti paradisi fiscali, dove la maggior parte delle ricchezze sono occultate e anonimizzate» dietro le stesse cortine opache usate dalle mafie. Non solo. Per quegli oligarchi che gia «dipendevano per le loro ricchezze dal potere centrale» putiniano, può esserci un paracadute: «I beni di cui vengono privati – ipotizza Quercia – possono facilmente essere ricostituiti, come premio della fedeltà politica».

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La Finanza davanti allo yacht ‘Lady M’ di Alexei Mordashov, ormeggiato al porto di Imperia / Afp

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Thus the wealth of the oligarchs are frozen The European list of Russian super billionaires close to Putin has 680 names. So far, the Mef has sealed seals and yachts worth almost 700 million euros. Thus the wealth of the oligarchs are frozen


Ainsi la richesse des oligarques est gelée La liste européenne des super milliardaires russes proches de Poutine compte 680 noms. A ce jour, la Mef a scellé des sceaux et des yachts pour près de 700 millions d'euros. Ainsi la richesse des oligarques est gelée
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