Hong Kong: Parlamento approva legge contro insulti a inno cinese


Il Parlamento di Hong Kong ha approvato una legge che criminalizza ogni forma di disprezzo dell’inno nazionale cinese, mentre la popolazione si prepara a tenere la commemorazione per le vittime della repressione di Pechino del 1989 in Piazza Tiananmen, nonostante il divieto della polizia di organizzare la tradizionale fiaccolata annuale.

La legge, che prevede fino a tre anni di reclusione e una multa massima di 50.000 dollari di Hong Kong (pari a 6.400 usd) per coloro che insultano l’inno, è stata approvata con 41 voti a favore e solo uno contro.

La votazione si è tenuta in una giornata particolare per Hong Kong, dopo che per la prima volta in 30 anni, le autorità non hanno concesso il permesso di tenere una fiaccolata per commemorare gli studenti pro-democrazia uccisi dai soldati cinesi in piazza Tiananmen 31 anni fa. La polizia non ha dato il via libera all’evento a causa della necessità di rispettare le regole di distanziamento sociale in mezzo alla pandemia di coronavirus e ha minacciato di arrestare coloro che violeranno il divieto.

Gli organizzatori della veglia e i gruppi di opposizione hanno accusato i funzionari di utilizzare tali regolamenti per fini politici nel tentativo dimettere a tacere il dissenso nella città, che è stata attanagliata per mesi da disordini sociali lo scorso anno. La Cina imporrà una legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong per prevenire il ripetersi delle proteste, a volte violente, che hanno portato la città in recessione, una mossa che i gruppi dell’opposizione temono porterà all’annullamento definitivo delle commemorazioni annuali del 4 giugno e al blocco di ogni altra manifestazione.

Oggi le autorità hanno posizionato ulteriori barriere nel parco in cui si tiene ogni anno la veglia, che spesso attira decine di migliaia di persone.

La nuova legge vieta di insultare l’inno in pubblico, oppure di suonarlo e cantarlo in modo distorto o irrispettoso. Le sanzioni sono simili a quelle di una legge esistente che criminalizza la profanazione della bandiera cinese.

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