Idrovolanti, un futuro incerto per i principi dei cieli

Repubblica

MILANO – Era la prima metà del Novecento quando gli idrovolanti erano i “principi dei cieli”. Largamente diffusi, soprattutto nel settore civile, perché, in un’epoca di scarse infrastrutture aeroportuali, non avevano bisogno di piste appositamente predisposte ma solo di una superficie d’acqua (mari, laghi o bacini artificiali). Oggi, al contrario, questi velivoli sono quasi spariti dai radar ma in ogni caso mantengono una loro solida nicchia che appassiona soprattutto i viaggiatori più curiosi. 
In Italia, stando alle informazioni in possesso dell’Enac, “al momento l’unica situazione operativa che si registra con continuità è quella dell’idroscalo di Como e delle altre 3 idrosuperfici presenti sul Lago di Como, oltre a un ulteriore idrosuperficie presente nel Lago delle Nazioni a Comacchio (FE)”. E in questi scali si svolgono solo attività private e turistiche, mentre non è previsto il trasporto passeggeri.
 
Nel 2016, l’autorità dei cieli italiana aveva emanato un regolamento ad hoc sugli idroscali marini, al fine di regolare e promuovere il sistema, in particolare per le operazioni commerciali. Finora, tuttavia, la ripresa degli idrovolanti rimane soffocata, con l’eccezione di…

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Repubblica