Il debito di Roma va (in parte) allo Stato. Stop alla super-addizionale

La gestione commissariale del debito di Roma si avvia alla chiusura. E la super-addizionale Irpef che l’accompagna, insieme alla sovrattassa da un euro chiesta a chi si imbarca su un aereo a Fiumicino e Ciampino, arriveranno con lei al traguardo. Senza pesare su cittadini e turisti romani fino al 2048 come da programmi attuali. A permettere l’addio entro il 2021 del doppio binario dei conti della Capitale avviato dieci anni fa sarà lo Stato, che si accollerà parte del debito finanziario ma si terrà una quota dei 300 milioni girati ogni anno dal bilancio pubblico al commissario per gestire i conti. Il resto tornerà al Comune, insieme al resto degli aiuti statali in un pacchetto che permetterà di abbandonare la super-addizionale.

Il ponte sarà costruito da una norma elaborata al ministero dell’Economia e pronta a entrare nel decreto crescita. Il decreto ha già un capitolo dedicato agli enti locali, quello che cancella i vincoli al turn over e li sostituisce con tetti alle assunzioni modulati sulle entrate. E tra gli obiettivi della nuova regola c’è anche quello di velocizzare i pagamenti dei debiti commerciali ancora fermi.

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