“Il diritto alla privacy è ridotto per chi ha posizioni pubbliche”. Ecco perché l’Inps può dare i nomi dei deputati con il bonus di 600€


“Il diritto alla privacy è ridotto per chi ha posizioni pubbliche”. Ecco perché l’Inps può dare i nomi dei deputati con il bonus di 600€ 

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“Il titolare del trattamento dei dati personali deve bilanciare i diversi interessi: in questo caso il diritto alla protezione di quei dati e la trasparenza. E lo deve fare tenendo conto che parliamo di persone con emolumenti pubblici e un mandato conferito dagli elettori. Pure secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo questo giustifica una compressione della privacy, se necessario per garantire il controllo sociale sul loro operato”. Giorgio Resta, ordinario di Diritto privato comparato all’Università di Roma3, è un esperto in materia di leggi sulla privacy. E, nelle ore in cui da più parti arrivano appelli perché vengano resi noti i nomi dei parlamentari che hanno chiesto e ottenuto il bonus di 600 euro, spiega che pubblicarli non violerebbe nessuna norma.

Fonti Inps hanno fatto sapere che la privacy non consente la diffusione degli elenchi dei beneficiari delle prestazioni…
Direi che non è così: tutto è soggetto a un bilanciamento. In generale è corretto dire che non si possono diffondere i nomi di tutti i percettori. Difatti l’articolo 26 della legge 33/2013 (il Codice della trasparenza) prevede che le pubbliche amministrazioni pubblicano gli atti sulla concessione di sussidi di importo superiore a 1.000 euro – e chi ha preso i bonus di…

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