Il Garante boccia la tassa su money transfer: “Concorrenza violata”. La ricaduta sugli immigrati

ROMA – Il Garante della concorrenza e dei consumatori (l’Antitrust) contesta l’imposta sui money transfer che il governo ha introdotto nel decreto fiscale di dicembre 2018. Un’imposta alta, pari all’1,5 per cento delle somme di denaro spedite verso Paesi non comunitari. Un’imposta che il governo Lega-Cinquestelle scarica soltanto sui money transfer, di  cui si servono i cittadini immigrati.

In una sua segnalazione al governo, il Garante bolla questa imposta come “ingiustificatamente discriminatoria” perché non grava sulle banche (italiane o estere) e neanche sulle Poste. Colpisce – chirurgicamente – i soli money transfer che dunque vedono ridotti i loro margini per presentare “offerte competitive” ai clienti. Non solo.

L’imposta ha almeno altri due effetti perversi. E’ probabile che i money transfer scarichino questa imposta – in tutto o in parte – sulle…
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