Il greggio rimbalza, le tensioni in Medio Oriente fanno temere per la produzione


Materie prime

Di Alex Ho

I prezzi del greggio salgono negli scambi asiatici di questo lunedì, l’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente ha scatenato i timori per la produzione e l’esportazione.

I future del greggio WTI USA balzano dell’1,1% a 59,25 dollari alle 00:16 ET (04:16 GMT). I future del Brent, il riferimento internazionale, schizzano dell’1,3% a 65,69 dollari.

Ieri, l’Iraq ha bloccato la produzione di un giacimento con l’aumento degli scontri. Intanto, in Libia, la National Oil Corp. ha dichiarato cause di forza maggiore dopo che il Comandante Khalifa Haftar ha bloccato le esportazioni nei porti sotto il suo controllo.

La scorsa settimana, l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha sottolineato che le scorte dall’Iraq sono “potenzialmente vulnerabili” per via dell’aumento dei rischi politici nel paese. Le tensioni in Medio Oriente hanno visto un’escalation dall’inizio dell’anno, dopo il raid aereo USA durante il quale è stato ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani.

Nel frattempo, il Segretario Generale dell’OPEC Mohammed Barkindo ha riferito in un’intervista alla CNBC che la domanda petrolifera globale ha un “potenziale di rialzo”.

“In generale quanto vediamo dal nostro canto è un potenziale di rialzo della crescita per quanto riguarda la domanda, che influirà sull’equilibrio totale per il resto dell’anno”, ha affermato.

Il prezzo del greggio è sceso venerdì scorso quando i dati settimanali di Baker Hughes sul numero di impianti di trivellazione attivi negli USA hanno rivelato un aumento di 14 unità a 673 in totale.