Il terziario della moda si allea per rilanciare il ruolo centrale di Milano


Il terziario della moda si allea per rilanciare il ruolo centrale di Milano 

È stato Mario Delpini, arcivescovo metropolita di Milano, a dare la definizione più insolita, e insieme più realistica, del carattere dei milanesi «che davanti alle crisi più difficili, si chiedono: come possiamo riorganizzarci?». Nel caos delle parole, nell’incongruenza tra quello che veniva detto e scritto e ciò che realmente accadeva, si è disegnato a Milano uno scenario sempre più cupo, demoralizzante, di una città colpita dove il tessuto economico-produttivo-morale è morto e ricostruirlo appare quasi impossibile. Il terziario è sconvolto dall’azzeramento di manifestazioni e fiere e gli aeroporti hanno movimenti di passeggeri di meno di un decimo rispetto a un anno fa. La metropoli che correva si è fermata — si sente dire — senza Salone del Mobile, fashion week, Settimana della Fotografia, sfilate, eventi. Quel mondo tra creativo, artistico e commerciale che ne costituisce la caratteristica più forte. E se il sistema moda è sempre stato dominato dall’individualismo, è la scelta di allearsi e riunire le forze il carburante speciale del progetto lanciato nei giorni scorsi, MilanoLovesItaly il cui programma già si annuncia negli hashtag di riferimento: #insiemesiamopiùforti e #iovadoamilano.

Dice Massimiliano Bizzi, mente e voce di quel White Milano che è il punto di riferimento per la moda contemporary e le PMI italiane, che «questo è un vero e proprio movimento di imprenditori, che sta aggregando i migliori showroom e le…