Ilva, ricorso della magistratura contro la norma «salva-commissari»

Dopo aver impugnato nel 2013 la prima legge “Salva Ilva” davanti alla Corte Costituzionale, ottenendo però la bocciatura del ricorso, la Magistratura di Taranto torna alla carica sull’Ilva. Stavolta pone alla Consulta il tema della legittimità costituzionale del decreto legge del 5 gennaio 2015, n. 1, convertito con modificazioni nella legge del 4 marzo 2015, n. 20, che assegna ai commissari dell’amministrazione straordinaria dell’Ilva, ai loro delegati e agli acquirenti dell’azienda, l’immunità penale relativamente alle condotte attuative del piano ambientale dell’azienda. Chi ha posto il problema alla Corte Costituzionale è il giudice delle indagini preliminari Benedetto Ruberto, per il quale il decreto del 2015 contrasta con una serie di articoli della Costituzione.

Ruberto si è appellato alla Consulta dopo aver riunificato tre procedimenti in materia ambientale riguardanti l’acciaieria: i livelli di diossina derivanti dalle polveri degli elettrofiltri dell’impianto di agglomerazione, i dati dell’Arpa Puglia relativi alle emissioni di Pm 10, Pm 2,5 e benzene nell’area della cokeria, l’inquinamento provocato dall’attività estrattiva praticata nella cava Mater Gratiae, per la quale il Comune di Statte ha evidenziato problemi in merito alla prosecuzione ed all’ampliamento dell’attività.

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