In morte del sindacato: nelle fabbriche regna il populismo

Repubblica

Requiem per quel grande strumento di promozione non solo economica e sociale, ma politica, culturale, democratica che è stato il sindacato nel secolo scorso. Qui, non è in discussione il ruolo nella difesa e nella valorizzazione economica del lavoro, con i meriti e i demeriti delle battaglie per i contratti. Si tratta, piuttosto, del sindacato come luogo e veicolo di intesa e solidarietà degli strati sociali meno ricchi e più svantaggiati e come laboratorio di massa per la definizione e la diffusione di modelli di comportamento sociale ispirati ai valori democratici. Per il progressivo svanire sui luoghi di lavoro, per quel che riguarda i sindacati storici italiani, come Cgil, Cisl e Uil, o per omissione, più o meno deliberata – si può sospettare – altrove, oggi, invece, uno sguardo di insieme sull’Europa sembra indicare la sindacalizzazione come via più breve all’intolleranza e al populismo.
I segnali sono sparsi, ma insistenti. Il sistematico successo di Forza Italia nella classe operaia, il radicamento della Lega nelle aree più sindacalizzate, le conquiste di Marine Le Pen, di Donald Trump, dei sostenitori della Brexit, dell’Afd tedesca nel mondo del lavoro indicano che il populismo più che farsi largo nel sottoproletariato, attecchisce soprattutto dal…

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Repubblica