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in rialzo dopo Powell, target inflazione ora flessibile

Wall Streettratta in rialzo dopo che il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha reso flessibile il target di inflazione della Banca centrale americana, segnalando che i tassi di interesse potrebbero restare bassi per un lungo periodo di tempo. Il Dow Jones avanza dello 0,97%, l’S&P 500 dello 0,62% e il Nasdaq Composite dello 0,48%.

Nel dettaglio la Federal Reserve ha approvato all’unanimitá un nuovo quadro strategico che metterá effettivamente da parte la pratica, seguita da piú di tre decenni, di alzare preventivamente i tassi di interesse per scongiurare una maggiore inflazione.

Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha svelato il piú ambizioso rinnovamento del quadro di definizione delle politiche della Fed dal 2012. L’effetto pratico è che potrebbe volerci molto lungo tempo prima che la Fed consideri un aumento dei tassi di interesse.

“Il Comitato cercherá di raggiungere un’inflazione che sia in media del 2% nel tempo, e quindi ritiene che, dopo periodi in cui l’inflazione è rimasta costantemente al di sotto del 2%, una politica monetaria appropriata mirerá probabilmente a raggiungere un’inflazione immediatamente superiore al 2% per qualche tempo”, ha detto il presidente della Fed.

Powell ha detto che i cambiamenti riflettono le lezioni che i funzionari della banca centrale hanno imparato negli ultimi anni su come l’inflazione non sia aumentata come previsto quando la disoccupazione è scesa a livelli storicamente bassi.

La decisione “riflette la nostra opinione che un mercato del lavoro robusto può essere sostenuto senza causare un forte aumento dell’inflazione”, ha detto Powell.

Il banchiere centrale ha detto che la Fed “non si sta legando a una particolare formula matematica che definisca la media” e ha definito il cambiamento come una “forma flessibile di targeting dell’inflazione”.

La Fed si è giá mossa in questa direzione negli ultimi 18 mesi, da quando all’inizio del 2019 i funzionari hanno improvvisamente abbandonato i piani per continuare ad aumentare i tassi di interesse, ha sottolineato il presidente della Fed.

La Federal Reserve ha indicato che ora non alzerá i tassi di interesse semplicemente sulla base di una previsione di aumento dell’inflazione, ma invece aspetterá di vedere le prove che l’inflazione sia al target del 2%, che i funzionari della Fed considerano coerente con una crescita sana.

Sebbene la Fed non abbia modificato il suo obiettivo di inflazione, ha effettuato un cambiamento importante e ampiamente anticipato affermando che se l’inflazione scende al di sotto del 2% dopo le recessioni economiche, cercherá di mantenere stabili le aspettative di inflazione a lungo termine tollerando periodi di inflazione superiore al 2% quando l’economia è piú forte.

“Il persistente scostamento dell’inflazione dal nostro obiettivo a lungo termine del 2% è motivo di preoccupazione”, ha concluso Powell.

Nel frattempo, sul fronte macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono calate di 98.000 unitá a quota 1,006.000. Il consenso raccolto dal Wall Street Journal si attendeva un dato a quota 1 mln unitá. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro Usa.

Il numero di sussidi continuativi al 15 agosto, infine, è sceso a 14,535 mln, in calo di 223.000 unitá rispetto al totale rivisto di una settimana prima.

Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti, nella lettura preliminare del 2* trimestre 2020, è sceso del 31,7% su base annualizzata. La lettura advance aveva segnalato un calo del -32,9% annualizzato, mentre il consenso degli economisti si attendeva una contrazione leggermente piú forte, a -32,5%.

La revisione al rialzo del Pil Usa è significativa ma non sorprende, affermano gli economisti di Citi. “Continuiamo ad aspettarci un forte rimbalzo della crescita nel terzo trimestre”, specchio di “una ripresa dell’attivitá a maggio e giugno che è proseguita nella seconda metá dell’anno”, puntualizzano gli esperti. Citi prevede che il Pil crescerá del 29% circa nel terzo trimestre, con i consumi che rappresenteranno la spinta maggiore poichè le vendite al dettaglio sono giá tornate ai livelli pre-crisi e la spesa per servizi è in ripresa. La soliditá degli ordini di beni durevoli suggerisce poi anche un significativo rimbalzo degli investimenti aziendali, mentre il rapido e sostenuto recupero della domanda immobiliare sosterrá anche gli investimenti residenziali, concludono gli esperti.

alb

alberto.chimenti@mfdowjones.it

   

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August 27, 2020 11:50 ET (15:50 GMT)

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