Incarichi e assunzioni: chi è Claudia Bugno, la consigliera che ha messo nei guai Tria

La rinuncia di Claudia Bugno all’incarico nel board di StMicroelectronics per entrare in quello dell’Agenzia spaziale italiana non basta ai Cinque Stelle, che ne chiedono la rimozione dal ruolo di consigliera del ministro dell’Economia Giovanni Tria. Richiesta per ora rispedita al mittente: ciascuno badi ai propri staff, è la replica di Via XX Settembre. Ma il caso Bugno crea nuove frizioni nel Governo, già sofferente su tanti dossier e in tensione per la gara “elettorale” tra i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini in vista delle europee del 26 maggio.

La designazione di Bugno in StM, controllata italiana da 9,6 miliardi di fatturato, è stata soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’ultimo atto – finito con il passo indietro chiesto esplicitamente a Tria dal premier Giuseppe Conte – di uno scontro nato sin dalla sua nomina nello staff del ministro, lo scorso agosto. E divampato con l’accusa di conflitto d’interessi mossa a Tria dopo la notizia trapelata nei giorni scorsi che il figliastro Niccolò Ciapetti è stato assunto presso un’azienda di cui il compagno di Bugno, Pier Andrea Chevallard, è amministratore delegato. I Cinque Stelle hanno pronta un’interrogazione parlamentare. «Tria chiarisca la sua posizione», è la richiesta avanzata da esponenti di primo piano del M5S, dalla viceministra all’Economia Laura Castelli al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni, passando dal candidato presidente della commissione banche Gianluigi Paragone. Ma nel mirino c’è lei, Bugno, a cui imputano di essersi ritagliata un ruolo eccessivamente autonomo al Mef. «Ha portato avanti per mesi posizioni molto personali, non coordinate con il resto del Governo, in maniera non trasparente e disordinata», ha attaccato ieri Castelli dalle pagine de La Stampa.

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