Economia

Inflazione e crisi gas, la Banca centrale europea non sarà generosa come la Fed

Di Laura Sanchez

Investing.com – In una giornata contradistinta da bassi volumi di trading per la chiusura di Wall Street, FTSE MIB, CAC 40 e DAX scambiano positivamente questo giovedì, con gli investitori che attendono la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della BCE

Francoforte potrebbe però non essere così “benevola” come i colleghi della Fed, che nel verbali pubblicati la notte scorsa hanno fatto capire come intendano rallentare il ritmo dei tassi d’interesse nelle prossime riunioni liberando lo spazio per un rialzo die mercati prima del meeting del 14 Dicembre. 

“Vedremo se c’e anche l’intenzione di moderare il ritmo dei rialzi dei tassi a fronte di un’economia che si sta avvicinando alla recessione, ma l’inflazione non mostra ancora segni di un tetto in molti Paesi. Altresi, la crisi energetica e ancora persistente, e non c’e ancora una risposta Europea unitaria (disaccordo sul tetto al gas)”, spiegano gli analisti di Renta 4 Banco (BME:RTA4).

“Dalla Banca centrale europea Potrebbero accennare a una minore propensione al falco, come ha fatto la Fed la notte scorsa. La cosa più importante e che possano fornire indicazioni sul rialzo del 15 Dicembre: +50 pb o +75 pb? Questi verbali saranno accompagnati dagli interventi dei consiglieri Schnabel e Nagel, che potrebbero definire ulteriormente l’approccio della BCE”, sottolineano da Bankinter (BME:BKT).

Da Link Securities fanno notare, invece, che i mercati azionari, obbligazionari e forex stanno iniziando a scontare che l’inflazione “inizierà ad allentarsi a breve, mentre le principali economie sviluppate entreranno in recessione, ma in una recessione meno profonda del programmato”. 

“Le banche centrali, da parte loro, inizieranno a rallentare il ritmo dei loro rialzi dei tassi, terminando il processo entro la fine del 1º trimestre del 2023, mentre prenderanno in considerazione l’opportunità di iniziare a invertire alcuni di questi rialzi al termine del prossimo anno per stimolare la crescita economica”. Questo scenario, se si realizzasse, giustificherebbe il recente comportamento dei mercati”, aggiungono i professionisti.

“Il rischio maggiore e che questo scenario non si avveri e che l’inflazione si riveli più difficile da combattere e moderare; che le banche centrali siano costrette a continuare ad alzare i tassi ufficiali a livelli allo stato attuale non previsti e che, di conseguenza, la recessione sia più profonda di quanto ipotizzato dalla maggior parte degli investitori. In questo caso, e probabile che i mercati azionari occidentali ritentino i minimi annuali”, avvertono alla fine Link Securities.

Inflazione e crisi gas, la Banca centrale europea non sarà generosa come la Fed

Inflazione crisi generosa


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