«Insegnanti del Sud si impegnino di piu’»: polemiche per le parole del ministro Bussetti

Strascichi polemici per le parole del ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, che in una nota diffusa ieri in occasione della visita in Campania confermava l’impegno a «essere vicini ai territori, in tutta Italia, al Nord come al Sud», accompagnandolo con una chiosa “territoriale”, che prende la forma di un invito agli insegnanti del Sud perchè assicurino «impegno, sacrificio, ancora impegno» per recuperare il gap tra scuole del Nord e del Meridione. Il ministro «non può delegittimare i dipendenti del Sud «usando espressioni divisive che lasciano intendere che nel Sud non ci si impegna adeguatamente», attacca oggi Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi: «Forse il ministro ignora che in molte aree del sud le scuole sono l’unico avamposto dello Stato. Delegittimare chi vi lavora significa screditare ed è inaccettabile».

L’irritazione della Gilda insegnanti: basta stereotipi
insegnati contro Contro il ministro si schiera anche Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, irritato per il ricorso «ai soliti stereotipi e luoghi comuni sul Sud fannullone», mentre Bussetti dovrebbe ricordare che «il 40% degli insegnanti in servizio al Nord proviene dalle regioni meridionali, a dimostrazione che la nostra non è di certo una categoria professionale di nullafacenti». «L’Italia sta attraversando un momento di oggettiva difficoltà e fomentare nostalgie preunitarie, come sta avvenendo con la riforma dell’autonomia differenziata, nuoce al nostro Paese e un ministro della Repubblica dovrebbe guardarsene bene dal farlo», conclude il coordinatore nazionale della Gilda.

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