Intesa Sanpaolo: Fitch conferma rating l/t a BBB, Ubi non modificherà profilo


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Oggi : Lunedì 24 Febbraio 2020

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Fitch Ratings ha confermato l’Idr a lungo termine di Intesa Sanpaolo ‘BBB’ con una prospettiva negativa e il rating di redditività della banca (Vr) a ‘bbb’.

La conferma, spiega una nota di Fitch, riflette l’opinione che un accordo con Ubi non modificherà sostanzialmente il profilo creditizio del gruppo in misura tale da influire sui suoi rating. L’acquisizione rafforzerà la sua posizione competitiva in Italia, dove la banca è già leader e porterà a quote di mercato di circa il 20% in tutti i principali business.

Fitch si aspetta che il management raggiunga sinergie di costi e ricavi dall’aggregazione aziendale, dato il suo solido record di esecuzione fino ad oggi, che alla fine rafforzerebbero la sostenibilità delle prestazioni del gruppo.

Intesa prevede inoltre di utilizzare una parte dell’avviamento negativo stimato per 2 miliardi di euro per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati (Npl) di Ubi e contribuire a portare il rapporto Npl complessivo del gruppo a meno del 5% entro la fine del 2021, che è ben al di sotto del 7,6% riportato da Intesa a fine 2019 e leggermente migliore rispetto al precedente obiettivo autonomo al 2021.

Le sinergie di costo previste (510 milioni di euro) e le sinergie di entrate (220 milioni di euro) non sono ambiziose rispetto ai ricavi di Ubi 2019 (6%) o alla base di costo aggregata 2019 delle banche (4%). Intesa prevede di operare con un rapporto Cet 1 a pieno carico superiore al 13% dopo la transazione, circa 100 pb in meno rispetto al rapporto di fine 2019 ma comodamente al di sopra del requisito Srep del 9,35% e in linea con i suoi piani standalone originali.

I rating sono inoltre supportati dalla propensione di Intesa al rischio controllata, da una solida capitalizzazione e da forti finanziamenti e liquidità. Questi dati compensano la qualità degli attivi della banca, che nonostante il miglioramento rimangono deboli per gli standard internazionali.

La prospettiva negativa continua a riflettere l’opinione di Fitch secondo cui l’Idr a lungo termine della banca non dovrebbe essere valutato al di sopra del rating sovrano italiano (BBB / negativo) poiché il suo profilo di rischio è fortemente correlato con quello italiano. Ciò è dovuto alla vasta esposizione del gruppo all’economia italiana e al debito sovrano italiano, che rimarrà tale se l’acquisizione dell’Ubi avrà successo. Le sue operazioni prevalentemente domestiche, indipendentemente dall’accordo Ubi, potrebbero rendere più difficile per Intesa raggiungere i suoi obiettivi strategici in linea con i piani, dato il basso trend di crescita del Pil italiano e le prospettive deboli a medio termine.

cce

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