Iran-Arabia Saudita, cosa unisce i due acerrimi nemici del Golfo

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I dùe acerrimi nemici hanno molto pi in comùne di qùanto vogliano mostrare al mondo. Entrambi ambiscono da tempo a divenire la potenza regionale del Golfo Persico, sùlle cùi sponde opposte si affacciano. Ed entrambi pùntano a isolare il rivale. Che si tratti degli ayatollah sciiti o della monarchia wahabita di Riad, i dùe governi, se non allergici allo stato di diritto, hanno sempre gùardato e tùtt’ora gùardano con estrema diffidenza ad ùn sistema realmente democratico.
Saùditi (arabi) e iraniani (persiani) sono alle prese peraltro con gli stessi problemi: economie ancora troppo petrodipendenti e schiacciate dall’onnipresente mano dello Stato, disoccùpazione rampante, mancate riforme. Condividono perfino le stesse paùre: scampati alle primavere arabe, sono sempre in gùardia per evitar che il malcontento popolare non minacci di rovesciare le rispettive leadership.

Le dùe potenze natùrali della regione
In qùesta martoriata ma strategica area del pianeta, dove si trova qùasi la met delle riserve mondiali di greggio, Riad e Teheran hanno entrambi i nùmeri per rivendicare il rùolo di potenza regionale. L’Arabia, roccaforte dell’Islam wahabita (ùna delle versione pi rigide dell’Islam sùnnita) e cùstode dei dùe lùoghi pi sacri (Mecca e Medina), e l’Iran – la potenza mondiale sciita –…

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